Papini (Verdi) chiede a Prodi Audizione sulla Direttiva 2001/29/CE

La direttiva europea sul diritto d’autore contiene molte norme pericolose. E’ quanto sostiene il capogruppo dei Verdi Alessio Papini che ieri mattina ha consegnato al presidente della commissione europea Romano Prodi, presente nel Salone dei Cinquecento per l’inaugurazione dell’anno accademico, una richiesta di audizione proprio sulle norme che l’Unione europea ha adottato per uniformare la legislazione sul diritto d’autore in vigore nei paesi membri.
“Questa direttiva”, ha sottolineato Papini nella richiesta a Prodi, “contiene molte norme pericolose, tutte riconducibili a un problema fondamentale: la richiesta di tutela legale per le misure tecnologiche di protezione, ovvero per i sistemi che regolano l’accesso e la copia di materiali coperti da diritto d’autore. La tutela legale implica che ogni tentativo di aggirare queste misure diventa reato.
La direttiva sancisce nuovi poteri per gli editori di ricorrere a sistemi digitali che stabiliscono in che modo gli utenti possano utilizzare le opere possedute come e-book, Cd musicali o contenenti dati, Dvd. In futuro assisteremo, ad esempio, alla diffusione di e-book a tempo, che diventano inutilizzabili dopo un certo periodo, e non possono essere stampati o ceduti a parenti o amici; Cd musicali che non si possono copiare, o memorizzare sul computer o sul lettore MP3 portatile; film in Dvd che si possono guardare solo in certi paesi e con certi sistemi operativi; programmi che automaticamente cancellano dal proprio personal computer i file ritenuti illegali; computer, periferiche e sistemi operativi che si rifiutano di leggere dati ritenuti non autorizzati“.
“Una applicazione estensiva di questi sistemi”, ha concluso Papini, “potrà togliere agli utenti ogni controllo sul funzionamento delle macchine in loro possesso”.
La richiesta di audizione alla Commissione Europea mira a chiedere dei chiarimenti sul recepimento della direttiva comunitaria per evitare che leggi nazionali possano danneggiare irrimediabilmente la piccola e media impresa europea, che già adesso fortemente dipendente da brevetti per la maggior parte statunitensi.

Questo il testo della lettera consegnata al presidente della commissione europea Romano Prodi:

RICHIESTA DI AUDIZIONE IN MERITO ALLA DIRETTIVA EUCD SUL COPYRIGHT (2001/29/CE)

L’EUCD è la direttiva della Comunità europea (2001/29/CE) nata per uniformare la legislazione sul diritto d’autore in vigore nei Paesi membri. Si tratta di un argomento estremamente importante per la società , perchè ogni persona ha che fare con il diritto d’autore ogni volta che accede ad una qualunque opera, documento o informazione.
L’EUCD contiene molte norme pericolose, tutte riconducibili ad un problema fondamentale: la richiesta di tutela legale per le “misure tecnologiche di protezione”, ovvero per i sistemi che regolano l’accesso e la copia di materiali coperti da diritto d’autore. La “tutela legale” implica che ogni tentativo di aggirare queste misure diventa reato.
L’EUCD sancisce quindi un nuovo potere per gli editori: quello di ricorrere a sistemi digitali che stabiliscono in che modo gli utenti possano utilizzare le opere possedute (come e-book, CD contenenti musica o dati, DVD).
Questo significa che domani assisteremo, ad esempio, alla diffusione di e-book a tempo, che diventano inutilizzabili dopo un certo periodo, e non possono essere stampati o ceduti a parenti o amici; CD musicali che non si possono copiare, o memorizzare sul computer o sul lettore MP3 portatile; film in DVD che si possono guardare solo in certi Paesi e con certi sistemi operativi; programmi che automaticamente cancellano dal proprio PC i file ritenuti “illegali”; computer, periferiche e sistemi operativi che si rifiutano di leggere dati ritenuti “non autorizzati”. L’elenco potrebbe continuare, ed è potenzialmente molto ampio. Una applicazione estensiva di questi sistemi potrà togliere agli utenti ogni controllo sul funzionamento delle macchine in loro possesso.
L’EUCD richiede che gli Stati europei difendano queste misure tecnologiche, creando leggi apposite: domani, quindi, ogni tentativo di aggirare le vessazioni di questi sistemi di protezione potrebbe essere punito con il carcere; chi crea programmi che leggono certi tipi di file potrebbe commettere un reato; anche chi solamente discute su come evitare una limitazione tecnologica potrebbe rischiare la galera.
Con l’applicazione dell’EUCD, alcuni casi recentemente balzati all’onore delle cronache avrebbero avuto conseguenze diverse: il creatore del DeCSS sarebbe stato condannato; chi ha scoperto come superare le limitazioni dei CD anti-copia usando un pennarello sarebbe un criminale; anche chi utilizza o semplicemente rende note queste invenzioni correrebbe il rischio di ritorsioni legali, ad esempio i ricercatori in logica e matematica che producono articoli scientifici sulla crittografia e materie collegate.
Negli Stati Uniti questo scenario è già realtà , a causa del Digital Millennium Copyright Act (DMCA): una legge che ha permesso a varie
aziende di ottenere arresti, intimidazioni e censure che hanno colpito utenti, programmatori, ricercatori. E le norme del DMCA sono le stesse previste dall’EUCD.
Le norme dell’EUCD sono una palese negazione del progresso. L’EUCD non solo non si preoccupa di garantire agli utenti le libertà e le possibilità offerte dalle moderne tecnologie, ma addirittura va nel senso opposto: offre alle aziende abbastanza grosse una potere di controllo quale non era mai stato finora possibile.
L’EUCD contiene un divieto estremamente generico all’elusione delle “misure tecnologiche” che limitano l’accesso e la copia di materiali coperti da diritto d’autore. Agli Stati membri dell’Unione europea viene richiesta una “adeguata protezione giuridica” contro le elusioni ma senza distinzioni tra quelle effettuate per scopi leciti e quelle effettuate per compiere violazioni del diritto d’autore.
Se a ciò si aggiunge che buona parte delle tecnologie da “proteggere” e delle tecniche anticopia andrebbero contro all’interesse di molte piccole e medie imprese europee, si capisce che è opportuna una riflessione sulle direttiva EUCD e su questo chiediamo un’audizione alla Commissione Europea a nome di varie associazioni italiane che si occupano dell’avanzamento della tecnologia, in particolare di quella informatica, come l’Associazione Software Libero e in generale la Free Software Foundation Europa perchè la commissione dia dei chiarimenti positivi in merito al recepimento della EUCD da parte dei paesi membri.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.