Liberalizzazione sconti dei libri: Motta (AIE): “La disciplina del prezzo fisso era vitale per il settore. Reintegriamola”

“E’ preoccupante la leggerezza con la quale una estemporanea discussione parlamentare sia arrivata a cancellare una norma che regola un intero settore da sei anni e i cui effetti positivi sul mercato e sui canali di vendita sono stati ampiamente riconosciuti ormai in tre Legislature”.
Risponde con sorpresa e sconcerto il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Federico Motta all’approvazione della Camera, nonostante il parere contrario del Governo, dell’emendamento di Benedetto Della Vedova che dispone l’abolizione dell’articolo 11 della legge 62/2001 noto come disciplina del prezzo fisso (che prevede l’applicazione di uno sconto massimo del 15% del prezzo di copertina nella vendita di libri al consumatore finale): “Quasi quattro anni di sperimentazione ” ha proseguito Motta ” hanno permesso di verificare come questa legge sia molto utile per il mercato editoriale e per la diffusione del libro, nell’interesse tanto degli operatori del settore che del pubblico dei lettori, superando nei fatti le preoccupazioni dell’Autorità antitrust”.
Tre le ragioni addotte dall’AIE: “La libreria con questa disciplina ” ha affermato Motta ” ha interrotto quel ciclo negativo di progressiva perdita di quote di mercato che aveva invece contraddistinto gli anni Novanta soprattutto nel confronto con la Grande distribuzione organizzata. Inoltre le librerie, ed è il secondo motivo, sin sono potute rinnovare grazie a investimenti sul layout e sulle tecnologie per una più efficiente gestione, resi possibili da un quadro competitivo più stabile. E’ però nel fatto che il regime di prezzo fisso ha funzionato come calmiere sui prezzi di copertina, la cui dinamica è stata sicuramente inferiore al tasso ufficiale di inflazione, che sta davvero la forza della disciplina, senza contare che gli elementi di flessibilità contenuti nella legge ” tipici della normativa italiana rispetto a quelle analoghe in altri paesi ” hanno consentito ai consumatori di usufruire di sconti più frequentemente che nel passato, come è stato messo in evidenza da indagini svolte durante la sperimentazione. Questa disciplina si pone anche come garanzia per la pluralità culturale e la democrazia”.
“Il rischio di questa novità di ieri ” ha proseguito ” è di fatto una restrizione del mercato e la morte delle piccole librerie e della piccola editoria con effetti negativi anche sui prezzi di vendita, come suggerisce l’esperienza inglese”.
Considerati questi risultati l’Associazione Italiana Editori ritiene indispensabile “che l’art. 11 della legge 62/2001 sia assolutamente ripristinato nella discussione al Senato nella sua attuale formulazione o sia considerato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel disegno di legge sull’editoria che è in discussione”.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.