Levi: Internet risorsa ma serve difesa diritto autore

“Si tratta di mettere in armonia il giusto diritto alla protezione della proprietà intellettuale, che rappresenta il frutto del lavoro e dell’intelligenza della persona umana, con un interesse generale alla circolazione dell’informazione e della conoscenza. Internet comunque è certamente una risorsa”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, con delega all’editoria, commentando a Bologna, nell’ambito del convegno promosso dall’Associazione italiana editori, ad Artelibro “Dieci anni di legge Ronchey. Cosa è cambiato per gli editori'”, il disegno di legge dell’editoria presentato dal governo e che, ha spiegato, “apre una finestra e una regolamentazione del diritto d’autore nella stagione di Internet”.
A Bologna si è discusso molto su come rilanciare l’editoria d’arte in un Paese, l’Italia, che possiede la parte più consistente del patrimonio artistico mondiale ma che si trova agli ultimi posti all’interno dei circuiti mondiali del “Rights management” dei beni culturali ed artistici, fondamentali per l’editoria. Per molti, i parametri introdotti dalla cosiddetta legge Ronchey, considerata per altri versi meritoria, “sono ormai inadeguati in un ambiente ora globalizzato nella crescita del turismo culturale”.
Complessivamente gli editori italiani, è stato spiegato nel corso del convegno, pubblicano 1.900 titoli d’arte (900 definibili come “cataloghi”, 900 novità di architettura) ma sono 5 milioni le copie immesse nei diversi canali di vendita (la sola libreria vale circa 50 milioni di euro). Il mercato è stato però definito “teso e difficile” tanto che per un editore italiano, è stato detto, è più facile fare libri con i musei e le istituzioni straniere che con quelle del nostro Paese. (AGI)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.