L’editoria è donna: dal 1991 a oggi le donne editrici o in ruoli chiave in editoria sono cresciute del 119%

Il mondo del libro, della lettura e dell’editoria è donna. Leggono di più, scrivono sempre di più, fondano più facilmente case editrici, “invadono” anche realtà editoriali di dimensioni maggiori assumendo funzioni di editor, di ufficio stampa o uffici diritti.
Nella piccola editoria poi sono quasi la maggioranza, visto che ricoprono il 46% delle funzioni dirigenziali o direttive (amministratore delegato, presidente, responsabile editoriale, ufficio stampa), mentre sul totale occupazionale nell’industria (escluso il settore pubblico e dei servizi) non si raggiunge il 22% (Istat). E nelle medie e piccole imprese la quota dei ruoli dirigenziali coperti da donne non raggiunge il 7% (Federmanager).
Se ne parlerà lunedì 8 dicembre alle 14 a Roma nel convegno Editoria al femminile: un modo diverso di fare libri’ a cura di Giornale della libreria e di Più libri più liberi, in programma nella Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR nella giornata conclusiva della Fiera della piccola e media Più libri più liberi.
A confrontarsi, le grandi donne della piccola e media editoria: Francesca Archinto (Babalibri), Ginevra Bompiani (Nottetempo), Marta Donzelli (Donzelli editore), Bianca Spadolini (Armando Armando), moderate dal giornalista di Radio Rai Marco Tesei.
Un tema “caldo”, se si calcola che dal 1991 a oggi, considerando un campione di case editrici piccole, medie e grandi, l’incremento della percentuale delle donne che ricoprono il ruolo di presidente, amministratore unico, amministratore delegato, direttore generale è stata del 119%. Più di un raddoppio.
E non è tutto, scrivono sempre più e leggono di più degli uomini: il 38% degli autori che pubblicano libri (dalla narrativa ai manuali, ai libri scolastici o per bambini) è oggi composto da donne. Ma solamente nel 2002 erano il 31,2%.
La lettura in Italia è da anni in rosa: nel 1965 erano il 14,6% delle donne a leggere almeno un libro (e il 18,0% i maschi). Nel 1973 sono diventate il 22,6% (ma i maschi sono ancora la maggioranza con il 26,3%). E’ nel 1988 che si è registrato il sorpasso (39,3% contro il 33,7%) e oggi una donna su due (ma quasi il 70% delle bambine) è lettrice, contro il 37,7% della popolazione maschile.
E’ un trend vero anche per la Rete. Se ne parlerà domenica 7 dicembre alle 16 sempre a Più libri più liberi nel convegno Quando la rete è femminile: donne e nuove tecnologie (Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR). Interverranno: Chiara De Caro (Pickwichi), Francesca Panzarin (Womenomics), moderate da Cristina Mussinelli (AIE).
La distanza tra le heavy users di Internet (13%) e i maschi (19%) è infatti ormai a solo sei punti di differenza su tutto l’universo della popolazione: dalle ragazzine alle nonne. Nelle generazioni più giovani inizia a sopravanzare quella maschile: è heavy user di Internet il 44% delle ragazzine di 14-19anni (vs 42%); tra le 20-24enni lo è il 44% (vs il 41%); il 75% delle 14-19enni utilizza almeno una volta alla settimana sistemi come Messenger, rispetto al 55% dei loro coetanei. Si sta insomma anche qui riducendo il gap di genere.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.