Le vendite dei dischi subiscono un calo del 9,2% nella prima metà dell’anno 2002

Sia la vendita degli album in formato CD – quello più diffuso a livello mondiale – sia la vendita dei singoli hanno subito un calo non indifferente (rispettivamente del 7% e del 17%) nella prima metà dell’anno 2002, mentre quella delle cassette – prodotto ormai da tempo in via di estinzione – è diminuita addirittura del 31%.
Tuttavia, come solitamente avviene, anche quest’anno si prevede una maggiore concentrazione delle vendite nella seconda metà dell’anno, periodo nel quale è prevista l’uscita di un’enorme quantità di dischi realizzati dai più grandi artisti: circostanza che potrebbe favorire una certa ripresa del mercato almeno nella seconda metà del 2002.
Il calo delle vendite dei dischi è legato a diverse circostanze tra cui la precarietà delle condizioni economiche, la sempre più diffusa possibilità di avere musica gratuitamente, l’introduzione di prodotti di svago concorrenti – come i DVD, le tecnologie portatili ed i videogiochi – nonché la possibilità di scaricare musica da Internet e la diffusione di CD-R pirata: la combinazione di questi ultimi due fattori, in particolare, ha inciso in maniera determinante, soprattutto in quei Paesi in cui il mercato è più sviluppato e tecnologicamente avanzato, come l’America del Nord, il Giappone e alcune parti dell’Europa Occidentale.
Jay Berman, Presidente dell’IFPI, che considera un momento di passaggio quello vissuto attualmente dall’industria discografica, ha dichiarato che i risultati delle vendite, benché deludenti, non sono tuttavia del tutto inaspettati. Secondo Berman la musica su cui il business si fonda è attualmente più richiesta che mai e l’industria discografica sta facendo passi da gigante nella ricerca di servizi on line leciti ed accessibili ai consumatori.
Facendo un confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, il mercato USA e quello giapponese – i due maggiori mercati del mondo, con all’attivo più del 50 % delle vendite di dischi a livello mondiale – hanno subito perdite ingenti (rispettivamente del 6,8% e del 14,2%).
Anche in Europa Occidentale le vendite sono calate notevolmente: solo la Francia – divenuta il quarto maggiore mercato mondiale al posto della Germania – e la Svezia sono riuscite a contrastare in qualche modo la crisi grazie, tra l’altro, alla positività delle vendite di repertori locali.
In Asia le vendite, complessivamente in ribasso a causa di una combinazione di fattori quali la precarietà economica, la concorrenza con altri prodotti di svago e la pirateria, hanno avuto esiti positivi solo a Singapore, principalmente grazie all’affermazione di prodotti locali all’interno del Paese.
In America Latina la situazione è meno definita: il suo secondo mercato più vasto, il Brasile, si è finalmente ripreso dopo il brusco declino dell’anno scorso, mentre in Cile le vendite hanno avuto un leggero incremento. In Messico, invece, l’ottavo tra i maggiori mercati a livello mondiale, la diffusione dei CD-R pirata ha inciso pesantemente sulle vendite, mentre in Argentina la drastica diminuzione del 75,9% è stata notevolmente condizionata dalla difficile situazione economica e politica del Paese.

Simona Leo

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.