Lavoratori S.I.A.E. in manifestazione a Sanremo. La replica dell’azienda

I lavoratori della Società Italiana degli Autori ed Editori, convenuti da tutta Italia a Sanremo, hanno manifestato sabato scorso per ottenere il rinnovo del contratto scaduto da oltre 10 anni. Sostengono i dipendenti S.I.A.E. che “il miglioramento della tutela del diritto d’autore, gli incredibili aumenti degli incassi a favore degli associati autori ed editori, ed il costante incremento degli indici di produttività che la S.I.A.E. ha perseguito e realizzato nel corso dell’ultimo decennio, sono stati possibili esclusivamente grazie al decisivo contributo della struttura di lavoro dipendente. L’Ente pubblico economico S.I.A.E., unico baluardo a difesa della proprietà intellettuale e del patrimonio culturale e creativo del paese, nega, tuttavia, ai suoi lavoratori il rinnovo economico e contrattuale. Dopo anni di grandi sacrifici ed assunzioni di responsabilità , oramai superata una turbolenta fase di assestamento istituzionale, il personale chiede a gran voce il sostegno e la solidarietà degli Autori e degli Editori, oggi qui a Sanremo autorevolmente rappresentati, ed invitano gli organi societari della SIAE ad un concreto impegno affinché si possa pervenire ad una rapida ed adeguata soluzione della vertenza contrattuale in corso”.
Replica l’azienda con un comunicato che riportiamo integralmente: “Le rappresentanze sindacali dei dipendenti della SIAE nel corso di una trattativa appena avviata, dopo aver rifiutato l’offerta di un’ “una tantum” hanno ritenuto, in violazione delle regole di relazioni sindacali vigenti, di adottare azioni eclatanti, hanno accusato l’Ente d’inadempienze e hanno annunciato azioni di contrasto nei confronti della Società , per prima un presidio a Sanremo nel corso di una giornata del Festival.
I Sindacati rivendicano aumenti, avocando al proprio lavoro, il positivo andamento economico finanziario (la SIAE ha infatti conseguito negli ultimi anni risultati di bilancio positivi) sostenendo “un costante incremento degli indici di produttività “.
In realtà , nonostante l’impegno profuso dalla maggior parte del personale, dal punto di vista strettamente economico, negli ultimi dieci anni la produttività pro capite è diminuita del 4,9%, mentre le retribuzioni dei dipendenti, nello stesso periodo, per effetto di aumenti legati all’adeguamento inflativo annualmente riconosciuto e agli automatismi legali all’anzianità sono salite del 3,5%.
La nuova SIAE, con un nuovo Direttore Generale e un nuovo CdA è disposta a valutare possibili aumenti retributivi, purchè si colleghino al miglioramento della produttività e dell’efficienza con provvedimenti che si possono così sintetizzare:
– introduzione nel contratto di lavoro di strumenti che valorizzino il merito e la professionalità di ogni singola risorsa;
– definizione di percorsi di carriera e di crescita professionale delle risorse umane, attraverso avanzamenti guidati dalle esigenze aziendali e dai meriti personali supportati da un sistema di formazione permanente;
– flessibilità mansionistica al fine di prevenire o eliminare le situazioni di contenzioso;
– sistema retributivo maggiormente orientato a criteri meritocratici e con estensione del sistema incentivante anche ai dipendenti;
– contenimento massimo degli automatismi legati alla mera anzianità di servizio;
– valorizzazione delle prestazioni individuali e di gruppo con l’introduzione di una quota variabile della retribuzione, legata a performance aziendali (generali e di settore).
Riassumendo: bisogna uscire dagli automatismi che hanno finora caratterizzato la politica delle retribuzioni e dare ragione al merito, considerata l’indiscutibile presenza di lavoratori meritevoli nell’ambito aziendale.
L’atteggiamento della SIAE è dunque quello di adeguare la struttura normativa del contratto di lavoro alle mutate esigenze operative della Società , che alla luce della recente legge (n°2/2008) che la definisce Ente pubblico economico, ha il diritto/dovere di agire secondo criteri d’impresa.
Ciò vale sia per quel che concerne la missione istituzionale della Società , ovvero la difesa attiva dei diritti degli autori soprattutto alla luce dei nuovi scenari digitali che ampliano la diffusione e l’utilizzazione delle opere, sia per il contesto europeo di armonizzazione delle Società di gestione collettiva dei diritti, che richiede un atteggiamento sempre più competitivo tra le stesse Società d’autori.
Sono cambiati i tempi, cambia il contesto generale e in questo nuovo assetto si intende inserire a pieno titolo la nuova SIAE.”

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.