L’Autore prigioniero della rete’ Il resoconto del convegno ‘Autori nella rete’

“Autori nella rete. Come tutelare il diritto d’autore e la libertà d’espressione on-line”, è questo il titolo del convegno organizzato dall’Associazione 100Autori con il sostegno di Cinecittà Luce, Società Italiana degli Autori e degli Editori e Roma & Lazio Film Commission che si è svolto il 17 ottobre al Museo teatrale del Burcardo della Siae, nel centro di Roma.
All’ incontro, organizzato a un anno dalla scomparsa di Francesco Scardamaglia, sceneggiatore, produttore, membro dei 100 Autori, da sempre in prima linea a difesa del lavoro degli autori, hanno partecipato tutti i rappresentanti dell’intera filiera dell’audiovisivo online. Autori, produttori, Società di collecting, internet provider, consumatori e rappresentanti delle istituzioni hanno messo a confronto lo scenario disegnato dalla rivoluzione digitale, con il lavoro degli autori garantito dal diritto d’autore, le esigenze degli utenti e il ruolo degli internet provider, cioè di coloro che, a pagamento,forniscono la connessione a internet. Insomma, i rischi e le opportunità di un nuovo,sempre più agguerrito mercato, per i creatori e i diffusori di contenuti.
In sostanza, il mercato della tv online e del film on demand mostra oggi valori in crescita in tutti i maggiori Paesi (meno in Italia), rappresentando ormai una seria alternativa al declinante mercato home video. Con questi graduali cambiamenti del consumo, e dell’offerta, devono confrontarsi non solo le imprese e i regolatori, ma anche gli autori, che vedranno sempre più le loro opere transitare sulle reti digitali. Da qui la necessità di appropriati strumenti di tutela del lavoro creativo, perché l’attuale deregulation digitale va in una direzione che remunera molti, ma non gli autori, né i produttori. Insomma l’industria culturale, senza uno scatto di forte volontà legislativa, è al palo.
Dopo i saluti del Presidente 100Autori Stefano Rulli, l’analista dei media Andrea Marzulli ha presentato un interessante studio sul valore del mercato legale dei film on demand. Valore cresciuto rapidamente negli ultimi 5 anni e che solo nei 5 maggiori Paesi europei nel 2010 supera i 385 mil di ‚¬ (erano meno di 120 milioni nel 2006). Inghilterra e Francia hanno la leadership nel mercato europeo, mentre nettissimo è il ritardo italiano (meno di 10 mil ‚¬).Le ragioni del ritardo italiano nel consumo legale di film on demand possono essere ricondotte a diversi fattori: da un interesse verso il cinema inferiore alla media degli altri Paesi europei, al numero più basso di utenti Internet; da una minore disponibilità (e possibilità ) a pagare fino alla relazione fra una scarsa offerta legale e massicci download e streaming illegali di contenuti audiovisivi.
Il primo panel, moderato dal coordinatore nazionale 100autori Nicola Lusuardi, è stato aperto con il contributo dell’ eurodeputato Luigi Berlinguer (Vice Presidente Commissione Europea Affari Giuridici) che ha sottolineato come eticamente non sia auspicabile nessun tipo di furto: la pirateria quindi non deve essere legittimata,serve anzi un provvedimento europeo e faremo di tutto perchè vada in porto, anche se va riconosciuta una certa inerzia di fronte all’ impellente necessità di una armonizzazione, ossia di una sorta di globalizzazione giuridica accanto ad una globalizzazione tecnologica”. Cécile Despringre (Executive director della SAA “” Society of Audiovisual Authors) ha detto che: “è necessaria maggiore informazione a livello europeo e mondiale tra i diversi protagonisti per aprire un dibattito costruttivo tra istituzioni e i vari livelli dell’industria”. Per Debora Abramowicz (direttore dei Progetti di sviluppo internazionali della SACD “” Societé des Auteurs et Compositeurs Dramatiques), si tratta di “evidenziare che i contenuti audiovisivi sono il principale oggetto di attrattiva della catena on line. La Commissione europea esprime la necessità di un’organizzazione generale per una licenza extraterritoriale: la proposta di 14 società di collecting è quella di creare una piattaforma comune, composta di archivi delle diverse Società di autori per ottenere che chi crea un’opera riceva una remunerazione dai provider”.
Manlio Mallia (vicedirettore generale della Siae e direttore dell’Area internazionale Accordi Broadcasting e New Media) ha ricordato che “entro il 18 novembre le Associazioni degli autori devono fornire il loro parere alla Commissione europea per integrare le valutazioni sull’equo compenso (una royalty che va agli autori cinematografici per lo sfruttamento delle loro opere da parte delle Tv) anche sull’on line. E’, dunque, sempre più necessaria un’armonizzazione di norme valide in tutt’Europa. La Siae è, comunque, favorevole a rilasciare licenze estese su mandato europeo”.
Il secondo panel, moderato da Maurizio Sciarra, invece, ha approfondito il rapporto tra “”Gli autori e la rete”” e il dibattito si è subito acceso. Giambattista Frontera, (vicepresidente Assoprovider) si è dimostrato disponibile a un incontro con i produttori e gli autori perché tutti abbiano quanto legalmente dovuto:” i provider non sono dalla parte dei pirati, il futuro è un rischio e dobbiamo aprire un dialogo, ma per raggiungere un accordo occorre un laboratorio di giuristi e tecnici: la rete è come un gasdotto e deve essere neutrale”. Contro questa posizione di “neutralità “, Andrea Purgatori (portavoce Associazione 100Autori) ha ribadito che: “la pirateria è l’equivalente dell’andare in una banca dei contenuti e spaccare le vetrine per appropriarsene. La stessa filosofia dei Black Bloc. Pur sapendo chi sono i pirati, le telecom e gli internet provider non fanno nulla, e a ciò si aggiunge che anche i network televisivi non pagano il diritto d’autore sui canali digitali. Anche sul fronte dell’ interesse degli altri Paesi per il cinema, va ricordato che in Francia, la cosiddetta tassa di scopo ha creato un fondo di 750 milioni di euro per il cinema. In Italia, senza tassa di scopo, abbiamo solo 18 milioni. La Siae ha fatto una simulazione di offerta a pagamento, 1 euro per i film e 10 centesimi per la musica. Ebbene, sarebbero ben 450 milioni di euro, non per le tasche degli autori, ma per un fondo che finanzi il settore”. Ha subito replicato Frontera: “State difendendo una rendita di posizione, noi non possiamo, per la privacy, controllare gli utenti, vado via perché non sono disposto a farmi insultare”. E ha abbandonato il convegno.
Per Angelo Barbagallo (Presidente sezione produttori Anica) “l’offerta legale è in ritardo rispetto agli altri Paesi; i provider dovrebbero essere più disponibili perché se non si risolve il problema della pirateria e non si dà un segno contro l’offerta illegale, il settore cinematografico muore. E’ inutile parlare di grandi principi: l’industria culturale, che ha bisogno di risorse e di mezzi, non deve certo limitare la libertà della rete, ma neanche esserne distrutta”. Mauro Orlandi (portavoce Associazione Produttori Televisivi APT) si è schierato contro “il furto reiterato e veloce che viene perpetrato in rete a discapito della proprietà intellettuale”, e Marco Scialdone (Responsabile Team Legale Agorà Digitale) ha richiamato l’attenzione sullo scenario normativo che richiede interventi tempestivi per non continuare ad accumulare perdite dovute alla pirateria.
“E’ necessario riportare la discussione a livelli europei- ha detto Piers Hagaard, direttore della Fera (Federation of European Film Directors)”” gli autori sono una razza sottopagata che non riceve un compenso adeguato”.
Ha chiuso il dibattito Sebastiano Sortino, commissario dell’AGCOM, chiamata in queste settimane a emanare un regolamento mirato a inibire lo sfruttamento illegale delle opere sul web e a promuovere quello legale.
Dal convegno è emersa la forte necessità di armonizzare sempre più, attraverso una legislazione comunitaria, le norme relative al diritto d’autore, soprattutto per quanto concerne lo sfruttamento illegale di opere on line.
Fonte: www.siae.it”

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.