Il Partito Democratico promuove la giornata “EMERGENZA CULTURA”

Oggi presso lo Spazio Etoile di Piazza S. Lorenzo in Lucina 41, Roma, alle ore 15.00, il Partito Democratico ha organizzato l’incontro “EMERGENZA CULTURA”, ove interverranno il Ministro Ombra della Cultura del PD, Vincenzo Cerami e i rappresentanti di tutto il mondo dello spettacolo e delle attività culturali.

Di seguito il comunicato di Vincenzo Cerami in merito all’evento:

“EMERGENZA CULTURA”
I più importanti paesi europei, come la Francia, la Germania e la Spagna, combattono la crisi economica sostenendo i settori strategici della vita economica nazionale. Altri hanno incentivato per lo più i fattori che alimentano la crescita e lo sviluppo. Ovunque il dibattito politico si concentra su come rilanciare consumi, industria e attività produttive, a partire dalle specificità proprie di ciascun Paese.
In Italia si è operata una scelta differente, quella di intervenire con drastici tagli alla spesa pubblica. Ne hanno risentito fortemente settori strategici per l’economia complessiva del nostro Paese. I tagli alla scuola, all’università , alla Ricerca e alla Cultura non solo mettono in ginocchio settori decisivi per la crescita economica e civile del nostro paese, ma compromettono il futuro delle nuove generazioni. In particolare, in virtù del patrimonio di ricchezze culturali inestimabili che all’Italia appartiene, è drammatico il taglio di risorse pubbliche operato nei confronti di tutti i settori dei beni e delle attività culturali.
Gli effetti della scelta del governo sono devastanti, sia sul piano del nostro prestigio artistico e culturale, sia su quello dell’occupazione. I numeri ci dicono che ci troviamo di fronte a un disastro.
Si prevedono diverse migliaia di disoccupati nel mondo dello spettacolo dal vivo, senza contare la ricaduta negativa sulle migliaia di lavoratori dell’indotto. Hanno già chiuso oltre 400 teatri, mentre le risorse del Fondo Unico dello Spettacolo vengono sottoposte a una mannaia mortale. Onerose sono le ripercussioni traumatiche che subisce l’universo, già precario, della Danza.
Stanno già pagando un prezzo insopportabile i Conservatori, gli istituti superiori musicali e le scuole di danza disseminati in tutto il paese e che chiamano in causa centinaia di migliaia di italiani.
La discografia nazionale, non sostenuta da interventi legislativi, sta conoscendo una delle peggiori crisi della sua storia.
Le Fondazioni lirico sinfoniche non possono contare su una razionalizzazione del loro assetto istituzionale che permetta di diffondere nel mondo le nostre bellezze e i nostri talenti.
L’Editoria e le Biblioteche, lasciate a se stesse, vengono impoverite.
Stessa sorte devono subire i Musei e i Siti archeologici, puniti da una secca e sostanziosa amputazione. Ed è inquietante lo smantellamento degli uffici pubblici addetti alla tutela del paesaggio, soprattutto in vista dei cantieri che si apriranno per la realizzazione delle infrastrutture.
Il Cinema, con la riduzione degli investimenti, deve rinunciare a trovare spazi nel mercato e nella creatività , anche a causa della mancanza di pluralismo e competitività .
Nessuna sinergia è messa in opera tra cinema e audiovisivo, mentre è a grave rischio la funzionalità del Centro Sperimentale di Cinematografia.
La concorrenza sleale delle grandi imprese penalizza gli autori di format televisivi che vengono privati dei loro diritti.
L’Italia è l’unico Paese in Europa che non ha una legge dello spettacolo.
L’elenco dei danni prodotti da questo governo alla cultura italiana non finisce certamente qui. La possibilità che il nostro Paese venga costretto al silenzio e al buio è imminente. Per questo è più che mai necessaria una mobilitazione di tutti gli italiani che hanno a cuore la sorte della nostra ricchezza culturale, passata e presente.
Per questo siamo chiamati a riunirci tutti insieme, nel comune denominatore della cultura, per far sentire forte la nostra voce allo scopo di sensibilizzare il governo su questo settore strategico anche dell’economia: un governo che considera la cultura uno spreco e non già una preziosa risorsa per la nostra economia e per il nostro futuro, come succede negli altri paesi d’Europa. La Cultura è una fotografia della nostra nobile storia, antica e contemporanea. Considerarla lusso è un grave errore.
Per questa ragione, in nome dell’EMERGENZA CULTURA, abbiamo deciso di incontrarci il 23 febbraio prossimo alle ore 15,00 al Teatro Eliseo di Roma.
Lo scopo non è solo di informare l’opinione pubblica di ciò che gli italiani stanno perdendo, ma è di chiedere al governo di cambiare rotta, di considerare finalmente la cultura una risorsa importante e irrinunciabile del nostro Paese.
Il Pd sta concertando con tutte le categorie della Cultura una serie di proposte concrete (molte delle quali di non impossibile attuazione) che verranno illustrate e poste all’attenzione degli addetti durante la manifestazione del 23 febbraio.
Il 23 febbraio saranno uno accanto all’altro, accomunati dagli stessi valori e dalla stessa preoccupazione, gli operatori dello spettacolo dal vivo, gli artisti, i musicisti, i ballerini, i coreografi, gli attori, i cantanti, i musicisti, i sovrintendenti ai beni culturali e paesaggistici, i tecnici, gli autori, gli editori, gli scrittori, gli artisti dell’arte contemporanea e del teatro di strada, i talenti dei circhi, del design, dell’audiovisivo, del documentario, gli autori televisivi, i fumettisti, i compositori, gli operatori delle scuole d’attività creativa, i docenti universitari, eccetera. In questa occasione ci saranno accanto le associazioni di categoria e le piccole e medie imprese culturali.
Non possiamo lasciarci emarginare con la scusa della crisi. Anzi, prendiamola come un’opportunità per mettere ordine e creare finalmente regole giuste ed efficaci.
Mai come in questo momento tutto l’universo che opera nella cultura deve stringersi assieme e far sentire la sua voce forte e unanime, se non vuole morire nell’indifferenza del Governo e dei Media. E’ il momento della difesa della nostra bellezza e del mondo del lavoro che la crea. E’ il momento della solidarietà e della fratellanza tra tutti coloro che lavorano per la cultura italiana.
Non lasciamoci uccidere da chi non sa nemmeno di cosa ci occupiamo, e da chi non sa cos’è e a cosa serve la cultura.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.