Il diritto d’autore sulle opere a fumetti

Torna di attualità l’annoso problema del diritto d’autore sulle opere a fumetti grazie alla recente pubblicazione sul blog di Luca Boschi di una lettera aperta dell’autore Ivo Milazzo, con la quale si riporta l’attenzione sulla tutela giuridica dei fumetti e sull’importanza di una modifica della legge sul diritto d’autore che tuteli maggiormente gli autori di queste opere dell’ingegno (la lettera è pubblicata al seguente link: http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/i-diritti-degli.html).
Il 18 dicembre scorso, infatti, il Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore ha presentato una proposta di riforma della legge n. 633/41 che, tra le novità di maggior rilievo per il settore dei fumetti, introduce il nuovo art. 64-septies l.a., con cui vengono disciplinate espressamente le “opere dell’arte del disegno cosiddette “a fumetti””, ossia le opere frutto dell’unione inscindibile di una parte letteraria e di una parte grafica. Di queste opere sono considerati coautori in uguale misura lo sceneggiatore e il disegnatore, rispettivamente autori del contributo letterario e di quello grafico: a entrambi spetta la titolarità dei diritti di utilizzazione economica dell’opera, oltre che dei diritti morali alla paternità e all’integrità della stessa.
Quanto ai diritti d’autore sul personaggio di fantasia, il secondo comma dell’art. 64-septies l.a. stabilisce che i diritti spettano all’autore (della parte letteraria o di quella grafica) che abbia contribuito in via esclusiva alla caratterizzazione del personaggio; al contrario, viene implicitamente stabilito che se entrambi gli autori hanno contribuito a tale creazione i diritti spettano in comunione ad entrambi gli autori.
Nelle opere a fumetti di produzione seriale si distingue, invece, tra creatori originari della serie e autori che collaborano alla creazione delle ulteriori storie: ai primi spetta, oltre al diritto d’autore sull’opera, un diritto di supervisione sulle creazioni successive, mentre i secondi sono titolari dei diritti sulle rispettive creazioni nei limiti del proprio apporto.
Viene infine definitivamente risolta la questione delle proprietà delle tavole originali dei disegni, che, ai sensi dell’ultima parte del primo comma dell’art. 64-septies l.a., spetta ad entrambi gli autori.
La norma sopra richiamata, di probabile introduzione nel corpo della legge sul diritto d’autore, costituisce la trascrizione legislativa di una elaborazione dottrinaria frutto dell’applicazione di alcuni principi generali della materia del diritto d’autore, che tuttavia nella pratica hanno sempre trovato scarsa affermazione.
Nel settore dei fumetti – come in altri campi artistici, del resto – vi è una scissione tra ciò che “è” in fatto e ciò che “dovrebbe essere” secondo diritto. In diritto l’opera a fumetti è considerata opera composta, frutto del contributo inscindibile di due soggetti, i quali, se sono anche creatori del personaggio di fantasia, vantano anche il diritto di utilizzare in ogni forma e modo il personaggio e di impedire a terzi lo sfruttamento non autorizzato; nei fumetti seriali, inoltre, vi sono sia i diritti dell’autore dell’opera originaria (il racconto pilota o il personaggio), sia i diritti degli autori delle successive storie, che costituiscono elaborazione dell’opera originaria; salvo il caso di rinuncia, l’autore ha diritto di percepire un compenso per le ristampe dei fumetti, che spesso costituiscono delle nuove edizioni dell’opera. In fatto tuttavia le cose vanno diversamente: viene negata la paternità dell’opera, omettendo il nome dello sceneggiatore e del disegnatore, nonché il nome degli autori del personaggio; i diritti sulle cosiddette ristampe sono spesso negati, anche in mancanza di un accordo scritto di rinuncia a tale ulteriore compenso; i contratti di trasferimento dei diritti d’autore spesso mancano, contravvenendo così a un’importante regola secondo cui il trasferimento dei diritti d’autore deve essere provato per iscritto; non è riconosciuta agli autori la proprietà delle tavole originali, che spesso sono distrutte o smarrite.
A consolidare la percezione di tale separazione sono poi intervenute decisioni giurisprudenziali che hanno avuto esito negativo per gli autori di fumetti: si consideri, ad esempio, il caso dell’autore disneyano Romano Scarpa.
E’ quindi in tale contesto che si inserisce il nuovo art. 64-septies l.a. della proposta di riforma della legge sul diritto d’autore e la connessa campagna di sensibilizzazione promossa da autori di fumetti, fra i quali appunto Ivo Milazzo, e da alcune associazioni di categoria (S.I.L.F., Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto, del disegno animato e della comunicazione visiva).

Avv. Raffaella Pellegrino

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.