Il compenso per copia privata restituita dignità ai titolari dei diritti sui contenuti

L’emanazione del decreto di rideterminazione dei compensi di copia privata da parte del Ministro Bondi segna un capitolo di rilevante importanza per la tutela dei contenuti culturali in Italia. A conferma della grande sensibilità del Ministro per i beni e le attività culturali, si è colmato un vuoto normativo che sacrificava il ruolo dei titolari dei diritti sulle opere dell’ingegno (autori, produttori fono, produttori cinema e video, artisti) da più di 6 anni. Lo sviluppo e la diffusione commerciale delle nuove tecnologie ha consentito e consente una sempre maggiore, ed auspicabile, fruizione delle opere dell’ingegno, ma, a differenza degli altri Paesi europei, al successo delle nuove tecnologie non è finora corrisposto un proporzionato successo dei contenuti riprodotti e fruiti sotto forma di “copia privata”.
Il decreto emanato enuncia il principio che i diritti sulle opere dell’ingegno ” che non sono tasse – vanno difesi e promossi in misura proporzionale al successo economico dei prodotti tecnologici che li veicolano. E’ questo, innanzitutto, un principio costituzionale, posto dalla nostra Carta, all’art. 9, che sancisce che è compito della Repubblica promuovere sia “la ricerca tecnica”, e quindi le tecnologie, sia, e non da meno, lo “sviluppo della cultura”. I due principi si presentano, nell’attuale era tecnologica, strettamente intrecciati ed il decreto del Ministro Bondi non fa altro che realizzare un contemperamento pratico degli interessi e dei diritti di tutti gli operatori del settore della ricerca tecnologica e di quello della creatività artistico-culturale, tenendo in considerazione, non ultimi, gli interessi dei consumatori.
Rispondendo ai principi e alle regole che l’Unione Europea ha da tempo indicato a tutti i Paesi, il decreto allinea l’Italia alle realtà economico-commerciali presenti nei Paesi di area euro che più sono vicini al nostro (Francia, Germania, Spagna).,
In questa vicenda, la SIAE, posta dal Legislatore al centro del sistema della “copia privata” ha, dal suo canto, radunato intorno a sé le associazioni di tutti i titolari dei diritti, gli industriali cinematografici e del video, quelli fonografici, gli artisti. Ha prodotto una rilevante convergenza di azione ed ha a lungo osservato e studiato tecnicamente le realtà degli altri Paesi europei.
La SIAE, tuttavia non può essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa, non ritenendolo ancora pienamente “equo”, pur se si comprende l’esigenza ” espressa nel comunicato del Ministero ” di individuare un punto di equilibrio tra le parti. L’Ente offre quindi, sin d’ora, la massima disponibilità alla partecipazione fattiva al Tavolo di lavoro che verrà istituito.
Deve esprimersi comunque grande soddisfazione per la restituita dignità a chi crea e a chi lavora e investe nel settore dei contenuti culturali.
Fonte: www.siae.it

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.