I dati Istat tracciano l’identikit del lettore italiano

Quanti lettori’
Nel 2006 ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi il 60,5% della popolazione italiana di 6 anni e più. Si tratta di 33 milioni e 351mila persone, un numero in crescita costante dal 1993. E’ quanto risulta dall’Indagine Istat su “I cittadini e il tempo libero”, realizzata a maggio 2006. Occorre dire che l’indagine ha rilevato anche il numero di quanti, in risposta alle domande filtro, si sono definiti “non lettori” ma, ulteriormente sollecitati, hanno dichiarato di aver letto alcuni generi di libri che, per diverse ragioni, non avevano considerato tali (ad esempio guide turistiche, libri per la casa etc); questi vengono definti “lettori morbidi” e compresi nel numero compessivo dei lettori.
Nel 2006 l’84,1% delle famiglie dichiara di possedere libri in casa: il 62,6% ne possiede al massimo 100 (il 32,5% fino a 25, il 30,1% da 26 a 100), meno di un quarto dichiara di possederne più di 100 (21,5%), mentre il 12,3% (pari a 2milioni e 800mila famiglie) dichiara di non possederne affatto.

Identikit di chi legge
A leggere sono in prevalenza le donne: il 65% rispetto al 55,8% degli uomini. Le differenze di genere raggiungono il massimo tra 18 e 24 anni, con una differenza di 20 punti percentuali a favore delle ragazze. (Tavola 1).
La quota di lettori è superiore al 70% nella fascia compresa fra gli 11 e i 24 anni -con un picco tra i 15/17enni (76,3%)- e decresce all’aumentare dell’età , fino a diminuire drasticamente tra le persone di 65-74 anni (44,5%) e tra gli ultra settantacinquenni (28,3%).
La quota più consistente di lettori è quella di chi legge solo nel tempo libero (30,4%). Segue la tipologia “mista” (sia nel tempo libero sia per motivi professionali e/o scolastici, 13,4%) e infine quella dei lettori per motivi esclusivamente professionali e/o scolastici (solo il 4% della popolazione). I “lettori morbidi” rappresentano il 12,8% della popolazione di 6 anni e più: circa 7 milioni di persone.
I lettori “forti”, ossia chi ha letto sette libri o più negli ultimi 12 mesi, rappresentano la percentuale più significativa, pari al 34,7%. Seguono i lettori “deboli” (chi ha letto da uno a tre libri) con il 31,4%; i lettori “medi” (da quattro a sei libri) con il 25,2%; mentre soltanto 14,4% ha letto più di dodici libri in un anno.
Rispetto al 2000 cresce l’assiduità nella lettura: aumenta, infatti, la quota di chi legge libri nel tempo libero almeno una volta a settimana (circa cinque punti percentuali). In particolare chi legge libri tutti i giorni passa dal 17,8% del 2000 al 20,8% del 2006 e chi li legge una o più volte a settimana passa dal 32,8% al 34,6%. Diminuisce, invece, il numero di libri letti. Aumentano infatti i lettori deboli che passano dal 29,9% al 31,4% e diminuisce sia la quota di chi legge da quattro a sei libri (dal 27,7% al 25,2%) sia quella dei lettori forti (sette libri o più) che passano dal 39,8% al 34,7%. In particolare, diminuisce la quota di chi legge da sette a dodici libri (dal 23,5% al 20,3%).

Geografia dei lettori
Si legge di più nel Nord-ovest (67,5%) e nel Nord-est (66,9%), mentre nel Sud e nelle Isole la percentuale di lettori è di circa il 50%. In posizione intermedia si colloca, invece, l’Italia centrale (62,3%). Al primo posto nella lettura si colloca Trento (73,9%), seguita da Bolzano (73,2%), dalla Valle d’Aosta (69,5%), dal Friuli-Venezia Giulia (69,0%) e dalla Lombardia (68,7%); agli ultimi posti si collocano Basilicata (50,2%), Calabria (49,6%) e Sicilia (48,3%).
Le regioni del Mezzogiorno registrano anche la percentuale più alta di famiglie che non possiedono in casa alcun libro:19,2% nel Sud e 18,2% nelle Isole, mentre nel Centro-nord tale quota non arriva al 10%.

Motivi della non-lettura: noia e mancanza di tempo
Sono venti milioni e 300mila le persone che non leggono (il 37% della popolazione di 6 anni e più). Costoro, infatti, non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista.
I non lettori sono soprattutto uomini (il 41,6% rispetto al 32,7% delle donne). La noia della lettura è la motivazione principale (29,8%); seguono la mancanza di tempo libero (25,2%), il preferire altri svaghi (19,6%), i problemi di vista, i motivi di salute, l’età anziana (14,5%), il preferire altre forme di comunicazione (11,6%), la troppa stanchezza dopo aver lavorato, studiato o svolto le faccende di casa (10,1%). Vengono scarsamente indicate motivazioni quali il costo eccessivo dei libri (5,5%), la complessità del linguaggio contenuto nei testi (4,2%), il non avere un posto tranquillo dove mettersi a leggere (0,7%) o l’assenza di librerie ed edicole vicino casa (0,8%) o di biblioteche (0,7%). Risulta significativo il fatto che l’8,3% di chi non legge (pari a 1 milione e 700mila persone) dichiara come motivo di “non lettura” il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (16,8%) e tra gli anziani di 65 anni e più (12,4% tra 65-74 anni e 16,1% dopo i 75 anni).

Cosa leggono gli italiani
I romanzi sono i libri più letti nel tempo libero (con rispettivamente il 51,4% e il 42,6% di lettori), seguiti dai libri per la casa (27,2%), dai gialli e/o noir (27,1%), dalle guide turistiche (26,7%), dai libri umoristici (24%) e dai libri di scienze sociali o umane (23,7%).
La graduatoria per genere di libri letti è diversa tra i due sessi. Gli uomini leggono soprattutto romanzi italiani e stranieri (rispettivamente 42,3% e 36,1%), guide turistiche (28,1%), libri di scienze sociali (27,1%) e umoristici (26,3%). Anche le donne prediligono i romanzi italiani (58,2%) e i romanzi stranieri (47,4%), seppur con percentuali decisamente superiori agli uomini, seguono, poi, i libri per la casa (40,3%), i gialli e/o noir (27,2%), le guide turistiche (25,7%) e i romanzi rosa (22,4%).

Bambini, genitori e libri
Vivere accanto a genitori che leggono libri, in particolare quando sono ambedue i genitori a leggere, ha una forte influenza sui piccoli e sui giovani lettori. Tra i ragazzi di 11-14 anni, ad esempio, legge l’83% di chi ha entrambi i genitori lettori e solo il 40,5% di quelli con genitori che non leggono.
Nelle situazioni in cui solamente uno dei due genitori legge libri, risulta più importante il ruolo della madre che legge rispetto al padre che legge: questo è vero soprattutto nella fascia di età che va dai 6 ai 10 anni dove legge il 56,2% dei figli che hanno la madre lettrice rispetto al 36,8% dei figli con padre lettore. Sempre tra i più piccoli, inoltre, risulta enorme la distanza tra chi ha ambedue i genitori che leggono e chi invece ha tutti e due i genitori che non leggono. Si va in questo caso dal 67,9% di lettori di 6-10 anni con entrambi i genitori che leggono al 27,7% di piccoli lettori i cui genitori non leggono libri. Tale distanza rimane significativa anche al crescere dell’età dei figli.

Enciclopedie su carta e multimedia
Il 58,4% delle famiglie ha in casa almeno un’enciclopedia su carta: il 30,2% ne possiede una, il 14,1% due e il 14,1% tre o più. Le famiglie che non ne possiedono alcuna sono pari al 41,6% del totale. E’ meno diffuso il possesso di enciclopedie su Cd-Rom o DVD: soltanto una famiglia su 5 dichiara di possederne almeno una (il 13,5% ne possiede una, il 4,1% due e il 2,4% tre o più), mentre il restante 80% non ne possiede alcuna. Le differenze evidenziano un possesso più diffuso nel Sud (23,3%) e nelle Isole (21%) -il che è probabilmente legato alla maggiore presenza di figli minori-; segue il Centro con il 20,8%, mentre nel Nord la quota è del 18% circa.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.