Guerra Fiepet Confesercenti e SCF per il compenso ex artt. 73 e 73-bis l.d.a.

Da diversi mesi è in corso una “guerra” tra Fiepet Confesercenti (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici) e la Società Consortile dei Fonografici SCF in merito al pagamento dell’equo compenso per le utilizzazioni secondarie del fonogramma, previsto dagli artt. 73 e 73-bis l.d.a.
Facendo una ricerca su Google News si trovano molti comunicati delle sedi regionali della Fiepet ove gli associati sono invitati a non corrispondere alcun compenso a SCF, e le repliche di quest’ultima.
Secondo Fiepet Confesercenti, la legge sul diritto d’autore attribuisce unicamente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e alla SIAE, tramite i suoi ispettori, le competenze per la vigilanza in materia. Di conseguenza nessun compenso sarebbe esigibile dagli incaricati di SCF.
“Nella maggior parte degli esercizi commerciali – dichiarano da Confesercenti – la musica di sottofondo, utilizzata non a fini di lucro, è quella trasmessa attraverso radio o televisioni, sulla quale l’equo compenso è stato già pagato dalle emittenti. Quindi, in assenza del regolamento e della mancata determinazione di un preciso importo da versare, il compenso richiesto da SCF non è esigibile”.
La Confesercenti Nazionale e la Fiepet a differenza di altre associazioni non ha sottoscritto con SCF convenzioni che vincolano al pagamento dell’equo compenso e hanno proceduto ad inviare a SCF una lettera di formale diffida tramite uno studio legale.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.