Gli artisti europei lanciano un appello per la riduzione dell’IVA sui Cd

Artisti provenienti dai principali Paesi europei, hanno lanciato ieri un appello alla EU affinché si aiuti la musica. Chiedono che si metta fine ad un sistema ingiusto che classifica la musica registrata fra i beni di lusso mentre, come avviene per altri prodotti culturali – libri, giornali, riviste, biglietti per teatro e cinema – dovrebbe godere di un’IVA ridotta.
Alex Callier membro del gruppo pop Belga “Hooverphonic” e Rolf Zuchowski, cantante tedesco di canzoni per bambini, hanno presentato alla stampa una petizione per la riduzione dell’IVA che è stata firmata da oltre 1200 artisti provenienti da tutta Europa. Tra i firmatari, più di 80 artisti italiani.
La Petizione, che è stata inviata ai 20 Commissari Europei, chiede alla EU di mettere urgentemente fine alla discriminazione culturale di cui è vittima la musica.
Tra gli artisti firmatari molti famosi protagonisti della musica pop e rock tra questi, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi e Zucchero; Elton John (Regno Unito); Johnny Hallyday, Franà§oise Hardy e Patrick Bruel (Francia); Chris de Burgh (Irlanda); Nana Mouskouri (Grecia); Herman van Veen (Paesi Bassi); Axelle Red e Maurane (Belgio).
Molte firme illustri anche tra gli artisti del mondo classico, Andrea Bocelli e Cecilia Bartoli, Barbara Hendriks dalla Svezia e Roberto Alagna per la Francia.
Queste star della musica si sono unite agli artisti di tutta Europa per lanciare un’appello per un’immediata riduzione dell’IVA sui Cd.
In Italia, nel giugno dello scorso anno, oltre 150 artisti italiani, rappresentativi di tutti i generi musicali, dalla classica, alla musica popolare, al rock, ecc. hanno lanciato un appello al Presidente del Consiglio, Berlusconi, ed ai Ministri dell’Economia e dei Beni Culturali Tremonti e Urbani, per ridurre l’IVA sui dischi, oggi al 20%, un’aliquota tra le più elevate nell’Unione Europea.
La Commissione Europea sta attualmente considerando di modificare l’attuale legge sull’IVA come parte di una revisione della 6^ Direttiva sull’IVA.
Si pensa che una proposta per la riduzione dell’IVA, verrà fatta prima delle vacanze estive. Qualsiasi decisione finale richiederà comunque, il voto unanime dei Ministri delle Finanze della EU.
La Francia e un certo numero di governi dell’EU già hanno espresso la loro posizione favorevole a trattare le registrazioni del suono come merci culturali da un punto di vista dell’IVA.
L’IVA sui prodotti fonografici è attualmente fissata tra il 15% ed il 25% mentre altri prodotti e servizi culturali hanno tassi non superiori al 5%
L’IVA sui Cd nei Paesi dell’Unione Europea, varia dal 25% di Svezia e Danimarca, alla Finlandia col 22%, Irlanda e Belgio 21%, Italia e Austria 20%, Francia con il 19.6%, Paesi Bassi 19%, Grecia 18%, Regno Unito 17.5%, Portogallo 17%, Spagna e Germania 16% e Lussemburgo 15%.
Rivenditori e distributori di musica hanno confermato che la riduzione dell’IVA sui CD garantirebbe grandi benefici ai consumatori europei rendendo la musica più accessibile a tutti.
Un’indagine su cinque Paesi Europei, effettuata lo scorso anno dall’agenzia Martin Hamblin GfK, sottolinea che l’aumento delle vendite calcolato su un periodo di uno – due anni compenserebbe i governi nazionali della perdita di gettito fiscale derivato da una riduzione dell’IVA sui CD. La ricerca suggerisce inoltre, che il mercato musicale, che attualmente sta soffrendo un calo delle vendite e una sempre più diffusa pirateria, trarrebbe un enorme beneficio da una riduzione dell’IVA .
Dal momento che i pirati non pagano l’IVA, qualsiasi mezzo che porterà a un aumento nelle vendite di musica legale avrà anche l’effetto di aumentare il gettito fiscale per i Governi.
Gli appassionati di musica, possono da oggi dimostrare il loro sostegno per la riduzione dell’IVA sui Cd, firmando una petizione on line al seguente indirizzo web: http://212.134.114.163/vat-st/ e dal prossimo 16 giugno all’indirizzo www.givemusicabreak.com.
La petizione firmata dai consumatori, raccoglierà firme per tutta l’estate e verrà presentata alle istituzione della EU in autunno.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.