Cosa è successo in agosto II

6) Le maggiori aziende del cinema americano lanceranno servizi di video on demand su Internet
Un consorzio formato da Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount Pictures, Sony Pictures Entertainment, Universal Studios and Warner Bros. Disney ha annunciato che lancerà nei prossimi giorni un servizio di video on demand.
Sarà possibile vedere i film direttamente online a orari prestabiliti, un po’ come succede per la televisione via satellite a pagamento. Secondo alcuni i prezzi potrebbero essere simili a quelli praticati dai negozi che affittano film in videocassetta.
Il servizio sarà reso con le ultime tecnologie per la protezione del copyright.

7) Inchiesta antitrust degli Stati Uniti contro le multinazionali della musica
Il governo degli Stati Uniti hanno intrapreso un’inchiesta antitrust nei confronti di MusicNet, la joint-venture che lega AOL Time Warner, Bertelsmann, EMI e le tecnologie di RealNetworks, e DUET, l’impresa messa in piedi da Sony e Vivendi per la distribuzione di musica online che conta sul supporto tecnico di Microsoft, per accertare che dietro le joint-venture sia tutto regolare.
L’inchiesta parte da una segnalazione del Commissario europeo alla concorrenza Mario Monti, che aveva ipotizzato l’eventualità che le multinazionali della musica mondiale costituiscano un duopolio che renderebbe di fatto impossibile l’ingresso di altri operatori nel settore.

8) Nessuno vuole pagare la musica online
E’ quanto sostiene una ricerca di GartnerG2: secondo le interviste condotte su un campione di quattromila utenti Internet, metà dei soggetti ascolta CD sul proprio PC e un quarto ascolta musica scaricata dalla rete. Ma solo il sei per cento ha acquistato musica online negli ultimi tre mesi.
Secondo gli esperti questi dati e le altre risultanze metterebbero in evidenza come i consumatori online non sono affatto pronti ad acquistare brani musicali. La “colpa” sarebbe da attribuire in buona parte proprio ai produttori discografici, che non hanno raggiunto un accordo sullo standard di distribuzione.

9) Ritornano i CD anticopia
A poche settimane dall’annuncio di Macrovision dell’inizio della fase di testing sul mercato della propria tecnologia per la protezione dei CD SafeAudio, cdfreaks.com ha rilasciato sul proprio sito una versione modificata del device virtuale di Windows che gestisce la lettura dei CD, che consente all’utente di copiare il CD sull’hard disk e ottenere delle tracce “pulite”.
Anche Midbar, una società israeliana, ha dichiarato che in Europa sarebbero già stati distribuiti un milione di CD protetti con la propria tecnologia Cactus Data Shield (CDS).
Midbar si è già detta in trattative per entrare sul mercato americano, dove dovrà competere con le tecnologie già messe in campo da Macrovision e SunnComm. Rimane da vedere, vista la facilità con cui è stato dimostrato che si può aggirare la tecnologia SafeAudio di Macrovision, quali di queste tecnologie risulterà più resistente al cracking.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.