Coolstreaming, la denuncia penale verso l’archiviazione

Coolstreaming, uno dei siti che era stato sequestrato lo scorso gennaio perché facilitava ai propri utenti l’accesso a certi materiali disponibili in rete, in particolare ad alcune partite di calcio i cui diritti fanno capo a SKY, ha ottenuto una nuova ordinanza a proprio favore. Infatti l’appello presentato dal Pubblico Ministero contro il dissequestro del sito, ordinato dal GIP a febbraio, è stato respinto dal giudice del riesame.
Secondo il giudice “non sussistono i presupposti, neanche in termini di fumus boni iuris, per ritenere integrata la fattispecie contestata di cui all’art. 171 lett. a-bis) legge n. 633/1941, né quella di cui all’art. 171 lett. f) stessa legge prospettata in via alternativa dal P.M. nell’atto di appello, né alcuna altra fattispecie incriminatrice prevista dall’attuale disciplina normativa in tema di tutela penale del diritto d’autore”.
La questione verte innanzitutto sul fatto se gli eventi sportivi possano essere o meno qualificati come opere dell’ingegno: tema già affrontato nelle aule dei palazzi di giustizia italiani, senza che si sia giunti ancora a conclusioni concordi.
Comunque, anche a volerli considerare come tali e quindi tutelati dal diritto d’autore, Coolstreaming non potrebbe essere ritenuto responsabile – nemmeno a titolo di concorso – del reato contestatogli perché sono le emittenti cinesi che hanno immesso in Rete le trasmissioni delle partite, mentre Coolstreaming si è limitato a segnalare collegamenti ipertestuali a ciò che già si trovava su Internet.
Ora la decisione passa al PM: sarà archiviazione o rinvio a giudizio’

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.