Conferenza stampa organizzata da Assoartisti e Assomusica in merito agli effetti della finanziaria sul mondo dello spettacolo

Martedì 8 novembre alle ore 11,30 Assoartisti e Assomusica hanno organizzato un incontro con la stampa presso la Sala Auditorium Confesercenti, Via Nazionale, 60 a Roma che intende porre in evidenza la situzione del settore artistico e dello spettacolo in Italia anche alla luce dei pesanti tagli al settore previsti dalla finanziaria.
Di seguito il programma, la lista, in via di definizione, dei partecipanti e un breve comunicato stampa che illustra l’iniziativa.

Martedì 8 novembre
ore 11,30
Sala Auditorium
Confesercenti

Via Nazionale, 60
Roma
Tagli a F.u.s. e Comuni da evitare, S.i.a.e. da riformare.
Più dignità agli esecutori di musica live.

PROGRAMMA
Ore 11,30 Apertura della Conferenza Stampa
Interverranno:
Ilaria Gradella ‘ Presidente Nazionale Assomusica-Agis
Roberto Rinaldi ‘ Presidente Nazionale Acep
Mario Di Gioia ‘ Presidente Nazionale Assoartisti-Confesercenti
On. Andrea Colasio (Margherita-l’Ulivo) Commissione Cultura Camera dei Deputati (da confermare)
On. Carlo Carli (DS-l’Ulivo) Commissione Cultura Camera dei Deputati
On. Pietro Gasperoni (DS-l’Ulivo) Commissione Lavoro Camera dei Deputati

Coordina i lavori:
Giancarlo Passarella ‘ Vice Presidente Nazionale Assoartisti-Confesercenti e Presidente Ululati dall’Underground
All’incontro sono stati invitati a partecipare anche Siae, Imaie ed Enpals.

La Finanziaria taglia 170 milioni di euro sul Fondo unico per lo spettacolo. Non è una riduzione della spesa, ma una mannaia che cala sul collo delle principali istituzioni culturali del paese e degli operatori dello spettacolo, già gravemente sofferenti. Questa responsabilità pesa interamente sulle spalle del governo.
Altri paesi come Gran Bretagna, Francia, Svezia investono molto sul proprio patrimonio culturale perché hanno capito che la cultura non è un lusso, ma una risorsa sociale, economica e civile. Più cultura significa più conoscenza, più innovazione e dunque più sviluppo, benessere, occupazione. Altro che tagli. Un governo di una nazione civile dovrebbe investire sulla cultura come grande risorsa strategica per la ripresa del paese e della sua economia.
Più diritti significa riconoscere agli artisti l’istituzione del Diritto di Esecuzione. E’ un principio già affermato nella normativa Italiana che disciplina l’Imaie, ed è riconosciuta soltanto agli artisti le cui opere godono di passaggi televisivi e radiofonici sui network convenzionati. E’ giunto il momento di estendere tale diritto anche a coloro che eseguono la musica dal vivo, insieme ad una legge quadro che disciplini finalmente il lavoro di tutti gli operatori dello spettacolo dal vivo.
Questo è ciò di cui c’è veramente bisogno.
Occorre poi valorizzare la cultura e lo spettacolo con un pacchetto di proposte serie, a partire dal reperimento di risorse attraverso l’investimento di parte degli introiti della pubblicità , dei canoni, degli abbonamenti televisivi e dalla scelta di destinare alla cultura una quota dell’otto per mille.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.