Codacons e SIAE, la battaglia infinita

Con comunicato stampa del 24 ottobre scorso, pubblicato nel proprio sito, dal titolo “SIAE: I VERTICI DELL’ENTE INDAGATI PER NON AVER MOSTRATO AI SOCI E AL CODACONS GLI ATTI DEL CDA” il Codacons ha informato che il Gip di Roma, Aldo Morgigni, avrebbe disposto la restituzione al Pm dott. Alberto Pioletti, degli atti del procedimento penale contro la Siae perché proceda ad iscrivere nel registro degli indagati, il Direttore Generale dell’Ente, dott. Gaetano Blandini, per il rifiuto di mostrare al Codacons ed ai propri soci, gli atti relativi all’investimento effettuato da SIAE in obbligazioni “Lehman Brothers”, e ciò nonostante una recente sentenza del Consiglio di Stato la obbligasse ad agire in tal senso.
SIAE replica con un comunicato pubblicato sul proprio sito che ove risultasse vero che è stato avviato un procedimento nei confronti della stessa, quest’ultima sarà di certo in grado di chiarire per tabulas la legittimità del proprio comportamento.
Con riguardo al merito del comunicato Codacons, SIAE precisa quanto segue:
1) innanzitutto i fatti in questione riguardano un acquisto di obbligazioni “Lehman Brothers”, effettuato nel 2003 allorché né il Dott. Blandini, né l’attuale gestione commissariale erano in SIAE;
2) non corrisponde poi al vero che il Consiglio di Stato avrebbe obbligato la SIAE a mostrare gli atti al Codacons. Al contrario, con numerose sentenze e da ultimo, con sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 7 del 24 aprile 2012, il Consiglio di Stato ha definitivamente sancito che il Codacons e l’altra associazione ricorrente “risultano sprovvisti di una posizione differenziata e qualificata che dia titolo ad accedere agli atti riguardanti la gestione del patrimonio, di cui può beneficiare solo la base associativa”. Per questo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, ha rigettato l’appello del Codacons e dell’altra associazione;
3) non corrisponde al vero che la SIAE si sarebbe rifiutata di consegnare gli atti ai propri associati, ma al contrario, subito dopo la sentenza dell’Adunanza Plenaria, il 14 maggio 2012 e poi ancora il 26 giugno 2012 la SIAE ha trasmesso ai propri associati, Avv. Carlo Rienzi e Signor Stefano Valente, gli atti dell’investimento in obbligazioni “Lehman Brothers” di 40 milioni di Euro e non di 80 milioni come affermato nel comunicato Codacons. Tali atti inoltre si devono ritenere ben conosciuti dal Codacons, in quanto l’Avv. Carlo Rienzi ” storico Presidente del Codacons – ne riveste attualmente anche la qualifica di difensore.
SIAE conclude augurandosi che il Codacons desista da attività di grave disinformazione, e informando di aver dato mandato ai propri legali di valutare gli atti al fine di tutelarla in ogni sede giudiziaria anche in rapporto alla oggettiva diffamazione subita.
Sempre a fini di massima trasparenza la SIAE pubblica le lettere di trasmissione della documentazione all’Avv. Carlo Rienzi e al Signor Stefano Valente, nonché la Sentenza del Consiglio di Stato, al seguente link:
http://www.siae.it/edicola.asp?view=4&open_menu=yes&id_news=11781

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.