BSA: giocare a “scaricabarile” col software è una “licenza” che può costar cara all’impresa

Dalle statistiche elaborate a livello internazionale dall’ufficio legale di Business Software Alliance (BSA) si evince che, alla domanda sul perché le loro aziende utilizzino software senza licenza, i business manager intervistati forniscono sempre risposte riassumibili nel concetto secondo cui che “la colpa è da attribuire a qualcun altro”. I responsabili e i dipartimenti IT, i dipendenti e i rivenditori sono le categorie più frequentemente ritenute colpevoli per la violazione del copyright del software nell’ambito aziendale.
Infatti, le cinque principali motivazioni fornite dal management intervistato a livello EMEA rispetto all’utilizzo di software pirata sono:
1. E’ colpa/responsabilità di qualcun altro
2. Abbiamo passato un periodo di rapida espansione/di fusione con/di acquisizione di un’altra società e non ci siamo ricordati di acquistare ulteriori licenze
3. Non ne sapevamo assolutamente nulla
4. Le licenze hanno costi troppo elevati che non ci possiamo permettere
5. Stavamo solo provando il software e non ci siamo ricordati di disinstallarlo
“Il titolare di una società , il CEO o il direttore generale hanno la responsabilità di garantire che il software installato e utilizzato in azienda sia regolarmente acquistato affinché non violi le leggi sul copyright. E i business manager devono prendere atto di questo”, commenta Luca Marinelli, Presidente di BSA Italia.
Ciò nonostante, BSA sottolinea che la gestione del software non è una questione puramente legale. Ragion per cui l’Associazione incoraggia le imprese a considerare questo aspetto come elemento che permette di ottimizzare le prestazioni delle loro reti IT. Le attività di gestione del software devono assolvere a una duplice funzione: non solo assicurare che le soluzioni installate siano legali, ma anche fare in modo che gli investimenti in risorse software sostenuti rendano il massimo in termini di valore per il business.
“Il software è un asset fondamentale, insieme ai supporti hardware, ai dati archiviati e allo staff che raggiunge e utilizza tali risorse. Si tratta di uno strumento di business essenziale: per questo motivo, il fatto di garantirne l’uso efficiente ed efficace dovrebbe essere una priorità indiscussa per l’azienda. Nessuna impresa di successo ‘dimenticherebbe’ mai di assumere nuovo personale in una fase di crescita ed espansione. Perché dunque ‘dimenticare’ di investire nel software’ La tendenza a dare una valenza puramente tecnica a tutto ciò che riguarda l’IT, senza vederne anche l’implicazione economica, deve assolutamente cambiare, se le aziende vogliono essere sicure di utilizzare le proprie risorse software in maniera efficiente, efficace e trasparente”, continua Marinelli.
I rischi connessi a una gestione inefficace del software possono essere molto seri: infatti, per esempio in Italia, nel corso del 2007 le Forze dell’Ordine hanno chiesto supporto tecnico a BSA in oltre 120 casi. Ove nelle indagini venga rinvenuto software illegale, l’azienda può trovarsi a pagare, oltre all’acquisto delle licenze regolari per sostituire quelle “pirata”, il doppio del valore del software che utilizzava illegalmente, a titolo di sanzione amministrativa; quindi, in caso di aziende grandi o comunque che utilizzano programmi dal prezzo di listino elevato, la sanzione può ammontare a diverse centinaia di miglialia di euro e oltre.
Peraltro, le aziende che non tengono traccia della situazione di software e licenze rischiano di spendere molto di più di quanto sarebbe necessario, acquistando talvolta un numero di licenze superiore a quello realmente utile per programmi utilizzati da pochi dipendenti in azienda (o a prezzi non competitivi), oppure commettendo gravi errori nell’identificare il software pirata scaricato da Internet, potenzialmente infetto da virus o spyware.
Al fine di aiutare le aziende nello sviluppo di processi efficienti per la gestione del software, BSA ha riconfermato il proprio impegno costituendo un’alleanza strategica con Investors in Software, un’associazione non-profit che supporta lo standard internazionale ISO per SAM – ISO/ IEC 19770-1. Questo standard offre alle imprese una roadmap di riferimento, affiancandole nella definizione e nell’implementazione delle strategie di gestione software, con benefici e garanzie a lungo termine nelle attività di business.
“Ogni azienda dovrebbe mettere a punto una strategia per l’utilizzo del software e di Internet, facendo poi rispettare le policy stabilite: affinché l’approccio abbia successo è però necessario che sia visto e considerato come una responsabilità cruciale del management. Dallo studio condotto da BSA è emerso infatti che per il 94% dei business manager l’IT è effettivamente un aspetto importante ai fini del successo della propria azienda; di conseguenza, tutelare e gestire in maniera efficiente gli investimenti IT dovrebbe essere una priorità per i dirigenti”, conclude Luca Marinelli.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.