BSA contro le imminenti novità legislative in materia di “equo compenso”

Business Software Alliance coglie l’occasione dell’incontro promosso ieri da ASMI, ANIE e ANDEC per unire il proprio allarme alle preoccupazioni espresse dalle associazioni sull’adozione delle misure contenute nel progetto di decreto legislativo di recepimento della cosiddetta Direttiva Copyright (01/29/CE). Ribadendo il favore verso la copia privata in quanto legittimo esercizio di un diritto riconosciuto dalla normativa vigente, BSA ritiene che il progetto di decreto contenga alcune norme in materia di “equo compenso” che potrebbero provocare oltre a perdite per l’industria dei produttori e contrazione degli investimenti e dell’occupazione ingenti danni per i consumatori finali senza produrre alcun effetto positivo sui livelli di pirateria esistenti.

Tra le disposizioni che maggiormente suscitano l’allarme di BSA rientra quanto stabilito dagli art. 71-septies e 39 che estendono il sistema di equo compenso ai supporti di registrazione digitale e agli apparecchi di riproduzione digitale, inclusi i sistemi informatici, senza prevedere che l’indennizzo non debba essere applicato quando il titolare può adottare misure tecnologiche di protezione o non subisce un danno a seguito della copia privata.
BSA ritiene che il sistema introdotto dalla nuova legislazione possa produrre effetti “perversi” perché potrebbe costringere il consumatore a versare un doppio o triplo compenso per la medesima utilizzazione dell’opera, considera inoltre la norma dannosa per la tutela del diritto d’autore, inadeguata perché non distingue i supporti in funzione del loro utilizzo e non in linea con le indicazione incorporate nella Direttiva Europea.

Effetti perversi
L’ambiente digitale consente di applicare all’opera misure di protezione che permettono di controllare e se necessario vietare l’utilizzazione dell’opera stessa. Applicare anche un equo compenso sui supporti e sugli apparecchi, inclusi i sistemi informatici, equivale a costringere il consumatore a pagare una volta per il diritto esclusivo ed una seconda o terza volta per la copia privata (se il compenso si applica non solo al supporto ma anche all’apparecchio o al sistema informatico) per lo stesso utilizzo.

Danni
Se si considera inoltre che l’attuazione del decreto in esame determinerebbe aumenti dei compensi attuali anche del 200% o del 300%, è chiaro che ciò si tradurrebbe in un proporzionale esorbitante aumento dei prezzi finali e nella conseguente contrazione dei consumi.

Inadeguatezza del provvedimento
Il provvedimento com’è formulato nella sua prima bozza non distingue i compensi dovuti in funzione delle finalità dei diversi supporti, se cioè questi siano utilizzati per usi professionali o ludici. In molti casi i supporti e gli apparecchi oggetto della normativa vengono utilizzati ad esclusivo scopo professionale e questo è vero soprattutto per i sistemi informatici impiegati in ambito aziendale.

Normativa italiana ed europea a confronto
Nessun Paese europeo estende il compenso per copia privata ai sistemi informatici. Per di più, la direttiva CE 29/2001 stabilisce che nella determinazione del sistema di copia privata e di equo compenso le associazioni di categoria debbano essere coinvolte. La bozza di DLgs non è in linea con il panorama europeo e ed è stata elaborata senza un coinvolgimento attivo delle associazioni di categoria.

In considerazione di tutto ciò BSA si unisce alle richieste avanzate da ASMI, ANIE e ANDEC e in particolare auspica che gli art. 71-septies e 39 siano riformulati in modo tale da:

– escludere dall’applicazione del compenso per copia privata i sistemi informatici, gli elaboratori elettronici e i loro componenti; tenendo conto dei sistemi di protezione che oggi il mercato offre.
– Prevedere che i compensi per la copia privata restino regolati in via transitoria dalla legislazione in vigore.
– Prevedere che dal 1 gennaio 2006 sia un apposito Decreto del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, sentite le Associazioni di categoria, a regolare la misura dei compensi tenendo conto di una serie di fattori fra cui le tendenze del mercato IT, il prezzo e il reale utilizzo delle tecnologie nel panorama italiano.

La redazione (GD)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.