Bollino sui libri: S.I.A.E. e A.I.E. replicano alla UIL – UNSA

S.I.A.E. e A.I.E. prendono posizione relativamente alla citazione in giudizio da parte della UIL-UNSA, di cui abbiamo dato notizia martedì 16 marzo (per leggere la notizia clicca qui), per la mancata apposizione del contrassegno sui libri.
“Un libro senza bollino non è un libro pirata“, dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Federico Motta. “Quanto è affermato è destituito di ogni fondamento,” ‘ chiarisce ‘ “l’ apposizione del cosiddetto bollino non è obbligatoria per tutti i libri e dunque un libro privo di contrassegno non è pirata e può pertanto liberamente circolare sul mercato. Le altre affermazioni, altrettanto infondate, saranno contestate puntualmente davanti al giudice”.
La S.I.A.E. sostiene che tale citazione sia un nuovo atto di incomprensibile aggressione, posto in essere da un’associazione che è evidentemente alla ricerca di nuovi spazi nel mondo del sindacalismo degli autori letterari, contraddistinto da tempo da un’equilibrata e feconda articolazione.
Già un primo giudizio svoltosi davanti al Tribunale di Roma nella materia del contrassegno editoriale, nel quale l’UNS ha chiamato la S.I.A.E. a difendersi, si è concluso con il riconoscimento della infondatezza giuridica delle pretese dell’associazione e con la condanna della stessa alle spese processuali in favore della S.I.A.E.
Sempre secondo la S.I.A.E. questa nuova azione giudiziaria, contraddistinta da aspetti di temerarietà processuale che saranno opportunamente valutati dal proprio Ufficio Legale, si fonda ancora una volta su di una pretesa assimilazione concettuale e normativa del contrassegno editoriale al contrassegno antipirateria, entità completamente diverse l’una dall’altra.
Conclude la nota della S.I.A.E. affermando che il contrassegno editoriale, allo stato della vigente legislazione, viene apposto dalla S.I.A.E. sui libri in base alla normativa prevista per il contratto di edizione e cioè solo su richiesta delle parti del contratto stesso e con finalità rilevanti sul solo piano civilistico e solo all’interno del singolo contratto. Il contrassegno antipirateria, disciplinato di recente dalla L. 248/2000, invece, viene apposto sui supporti fonografici, videografici e informatici, ha finalità ben diverse di contrasto all’abusivismo e alla pirateria nel settore e vede queste finalità indicate espressamente dal Legislatore con la individuazione di responsabilità penali e amministrative anche molto gravi.

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.