Audiocoop: appello di oltre 450 realta’ culturali e musicali indipendenti ed emergenti per un impegno verso chi porta al centro gli investimenti nella cultura

All’Italia serve con la massima urgenza un’Agenda per la Cultura che sia al centro dei prossimi interventi pubblici e vista come priorità della crescita e dello sviluppo del nostro paese insieme al rafforzamento della sua identità e del “made in Italy”.
Che tagli gli sprechi, che moltiplichi gli investimenti pubblici in tali settori, che attiri gli investimenti privati con sgravi e gestioni miste virtuose, che metta in sinergia tale straordinario patrimonio con il turismo e le produzioni tipiche del “made in Italy”.
Da anni invece in Italia la Cultura, una delle prime industrie insieme al turismo e all’enogastronomia, viene tagliata giorno dopo giorno riducendo a ogni livello gli investimenti nei beni culturali, nelle arti, nell’istruzione e nella ricerca, nell’innovazione, nella musica, nel cinema, nel teatro e nello spettacolo in generale.
Al contrario, un privato straniero come Rupert Murdoch investe nel nuovo canale Sky Arte e promuove e sviluppa nel nostro Paese quello che qui in Italia il settore pubblico taglia. Se si eliminano gli sprechi e si valorizzano e potenziano le esperienze culturali virtuose, con la Cultura si mangia. E può ricavarne beneficio non solo il settore, ma tutto un intero territorio come dimostrano i festival virtuosi capaci di moltiplicare gli investimenti economici fatti in forti ritorni economici sullo stesso territorio spesso da 3 fino a 15 volte superiori, come dimostrano quei luoghi in Italia che, pur se a macchia di leopardo, hanno mantenuto e sviluppato un impegno nel settore.
L’Italia, dopo l’approvazione dell’importante e significativa Agenda Digitale, a tutti i livelli deve moltiplicare i suoi interventi nell’industria culturale contemporanea che crea occupazione con oltre 250 mila persone che lavorano e operano in tale settore, mentre altrettante sono coinvolte nell’indotto, un importante volano economico per il Paese e per tantissime territori e con il grande vantaggio che non puo’ essere in alcun modo spostata e delocalizzata dal nostro paese. Se non si farà questo, immediatamente, vi è il rischio reale di vedere già dai primi mesi del prossimo anno drasticamente diminuire l’offerta di eventi e produzioni nel settore culturale, e musicale in particolar modo, con un drastico ulteriore calo dell’occupazione.
Aderiscono all’appello oltre 300 tra realtà discografiche, festival e artisti del circuito AudioCoop, Rete dei Festival e Artisti Italiani Associati. L’impegno di tali realtà , e di tutte quelle che aderiranno, andrà verso quegli interventi chiari e concreti che imprimeranno una svolta al disinvestimento nel settore della cultura, contribuendo a farlo tornare elemento centrale per lo sviluppo del Paese, delle sue Regioni, dei suoi Territori.
Per aderire all’appello scrivere a: [email protected]

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.