Appello per una legge sul cinema

Erano più di 2000 i registi, gli sceneggiatori e gli attori all’Ambra Jovinelli, a Roma lo scorso 7 maggio. Alla vigilia della presentazione della legge sul cinema, prevista per il 14 maggio, è stato messo in scena un vero confronto, che ha visto come protagonisti, sul palco, il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, il sottosegretario Elena Montecchi, i presentatori della legge Vittoria Franco (Senato) e Andrea Colasio (Camera). C’erano sul palco anche Carlo Verdone, Marco Bellocchio, Francesca Comencini. In platea folla di autori e attori e così in prima e seconda galleria a gremire il teatro dentro e fuori.
Daniele Luchetti ha condotto la serata chiedendo che si ricominci a parlare del cinema italiano “attraverso un dialogo virtuoso con la politica perché il cinema non è un malato da assistere e deve godere di una libertà che consenta di realizzare un maggior numero di film”. “Vogliamo fissare alcuni principi e capovolgere l’immagine di un cinema italiano superassistito e non visto – ha dichiarato lo sceneggiatore Stefano Rulli – c’è bisogno di una legge capace di dare spazio a più modelli di produzione. Il cinema è come una rete dalle maglie larghe che impedisce di raccogliere i diversi pezzi della realtà italiana”.
E Carlo Verdone ha continuato “Non voglio morire vedendo solo la commedia all’italiana, benché io stesso sia regista di questo genere, bisogna recuperare la sensibilità culturale delle nuove generazioni attraverso la scuola, ma anche la tv, occorre far rinascere il Centro Sperimentale, vorrei vedere film come “˜Babel” o “˜Le vite degli altri”, ma italiani”.
Cristina Comencini ricorda che in 10/15 anni il cinema italiano ha recuperato quote di pubblico e l’ha fatto lavorando sul testo, ma tutto è avvenuto tra tante difficoltà , come se realizzare un film fosse chiedere un favore. Il ministro Rutelli ha suggerito al mondo del cinema di costituire una delegazione che possa partecipare alla scrittura finale in modo da “fare insieme la legge sul cinema”.
L’incontro è stato promosso dal gruppo Centoautori che voleva spiegare le ragioni e il senso del documento “Per una costituente del cinema e della tv”, firmato da oltre 1000 lavoratori del cinema e della televisione (che stanno raggiungendo quota 3000). Tutti gli addetti ai lavori, dai fotografi di scena ai direttori della fotografia, dai doppiatori, agli scenografi, dai documentaristi ai produttori, ai tecnici ed assistenti – hanno sottoscritto un appello per regole certe ed eque, per “una legge che liberi l’energia che il cinema italiano è oggi in grado di esprimere”.
Il movimento Centoautori vuole inannanzitutto una regolamentazione antitrust,dando più spazio al cinema indipendente; l’applicazione effettiva della legge 122, con l’estensione degli obblighi previsti anche a Sky.
E poi l’istituzione di una tassa di scopo per finanziare le attività del futuro Centro nazionale del Cinema i cui vertici, nominati dal Ministro competente, verranno scelti per provata professionalità . Gli incentivi dovranno essere assegnati a una molteplicità di soggetti interessati alla produzione e alla distribuzione di film grazie a forme di detrazioni delle tasse (tax-shelter), automatismi e finanziamenti.
Risorse dovranno essere stanziate per le opere prime, seconde e i progetti di ricerca e sperimentazione. Infine occorrono misure efficaci contro la pirateria, perché chi consuma film, a cominciare da quelli italiani, deve pagarli. Non va dimenticato uno spazio in tv per il nostro cinema, promuovendolo con trasmissioni d’informazione affidati a persone competenti. “Se poi la nuova legge ci consentirà di realizzare 200 film all’anno, vuol dire che siamo sulla strada giusta”, ha chiuso Luchetti.
Fonte: S.I.A.E.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.