All’Università Iulm di Milano presentato il Rapporto sull’economia della musica

In Italia il mercato della musica ha fatto registrare nel corso del 2007 un indotto complessivo pari a circa 4,1 miliardi di euro. A rivelarcelo è l’edizione 2008 del Rapporto sull’Economia della Musica realizzato dall’Università IULM in collaborazione con Dismamusica (Associazione distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), Fem (Federazioni editori musicali) e SCF Consorzio Fonografici.
A livello mondiale la discografia ha generato nel 2007 (secondo i dati dell’International Federation of the Phonographic Industry ” IFPI) complessivamente un fatturato retail pari a 29,9 miliardi di dollari rispetto ai 31,81 miliardi di dollari del 2006 (-6,3%). In questo contesto il mercato del digitale resta ancora piuttosto contenuto (pur se in costante crescita) con un fatturato di 4,7 miliardi di dollari (16% del totale). Secondo i dati forniti da Namm (International Music Industry Association) il mercato globale degli strumenti musicali nel 2007 si è assestato a quota 18 miliardi di dollari. I principali mercati restano gli Stati Uniti (42% del totale), il Giappone (16%), la Germania (6%), il Regno Unito e la Francia (5% caduno). In crescita, invece il comparto degli strumenti musicali che con i suoi 372 milioni di euro compie un balzo in avanti del 5,5%.
“Ogni anno, in Italia, circa un milione di persone acquista uno strumento musicale nuovo, sia per impieghi professionali sia, e molto più frequentemente, per un uso amatoriale. E’ un dato confortante, anche se è lontano dalla reale potenzialità che un Paese come l’Italia potrebbe esprimere se i gestori della nostra formazione culturale facessero propria la determinazione di restituire alla musica tutta la sua dignità di valore culturale essenziale alla formazione della persona. E in effetti, se guardiamo a quei Paesi che hanno posto la musica tra le materie curricolari di formazione dei giovani, troviamo che la spesa pro-capite in strumenti musicali è più che tripla o quadrupla rispetto a quanto avviene oggi in Italia”, sottolinea Antonio Monzino jr., Presidente uscente di DISMAMUSICA.
Secondo i dati forniti da Namm (International Music Industry Association) il mercato globale degli strumenti musicali nel 2007 si è assestato a quota 18 miliardi di dollari. I principali mercati restano gli Stati Uniti (42% del totale), il Giappone (16%), la Germania (6%), il Regno Unito e la Francia (5% caduno). L’Italia rappresenta circa il 2%.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.