Alla Camera ordini del giorno contro il diritto d’autore

Riportiamo il testo di tre ordini del giorno presentati alla Camera nella seduta del 12 giugno 2007

La Camera,
premesso che:
la condivisione di opere multimediali, resa possibile da internet, è un’occasione di crescita e di arricchimento per il singolo e la collettività ;
la creazione a fini didattici di siti internet a libero accesso, creati e utilizzati principalmente da studenti e docenti e messi in rete col fine primario di supporto formativo è sempre più diffusa;
i siti scolastici e di altre associazioni o i blog utilizzano, per fini didattici, file sonori, immagini protette, citazioni d’autore;
non esistono comunicazioni ufficiali del Ministero della pubblica istruzione che informino gli insegnanti dei limiti entro cui utilizzare materiale sui siti internet o sui blog didattici;
la legge 22 aprile 1941, n. 633, dà adito ad interpretazioni contrastanti in merito alla differenza di trattamento tra l’uso didattico-formativo-istituzionale e l’uso commerciale per l’utilizzo di immagini protette dai diritti d’autore;
un’associazione di consumatori ha raccolto più di 7.000 firme su una petizione finalizzata alla modifica della legge sul diritto d’autore;
l’Italia dovrebbe promuovere il diritto di accesso all’informazione, con qualunque mezzo e in qualunque modo,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative normative volta a liberalizzare le riproduzione per uso personale, senza fini di lucro, di software, libri di testo e brani musicali, modificando in modo appropriato la legge 22 aprile 1941, n. 633.
9/2272-bis/9.Maroni, Fava.

La Camera,
premesso che:
il disegno di legge in esame reca misure a favore della concorrenza e del cittadino consumatore-utente attraverso la liberalizzazione di taluni servizi;
la legislazione attuale sul diritto d’autore reca restrizioni tali da pregiudicare alcuni basilari diritti dei cittadini in merito alla diffusione della conoscenza e soprattutto norme penali che puniscono la condivisione dei saperi,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative normative volte a modificare la disciplina del diritto d’autore che prevedano, tra l’altro, l’abolizione delle sanzioni penali per la condivisione della conoscenza, in particolare attraverso le reti di telecomunicazione, nonché la liberalizzazione della copia per uso personale di opere di ingegno e l’introduzione del fair use nell’ordinamento nazionale al fine di consentire la riproduzione di opere di ingegno ai fini didattici, di studio e ricerca, di esemplificazione e di critica.
9/2272-bis/21.Acerbo, Folena, Vacca.

La Camera,
premesso che:
il diritto di autore e altri diritti connessi al suo esercizio sono regolamentati dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, come modificata dalla legge 18 agosto 2000, n. 248;
dette leggi normano le opere protette dal diritto d’autore (cioè le opere di natura creativa che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro, alla cinematografia), per tutta la vita dell’autore ed estesa fino al 31 dicembre del 70o anno dopo la sua morte, momento dal quale l’opera è considerata di pubblico dominio e può essere riprodotta liberamente;
le suddette leggi vietano, totalmente o parzialmente, le riproduzioni «illecite» introducendo così, oggettivamente, ulteriori limitazioni alla possibilità di accedere alla cultura, soprattutto per le giovani generazioni;
in realtà la riproduzione per uso personale di un prodotto intellettuale dovrebbe essere certamente regolamentata, ma non perseguita, sia perché la «libertà di copia» favorisce la diffusione di conoscenze e di saperi all’interno della società , sia perché nel prezzo di vendita finale di un prodotto intellettuale – sempre più elevato – è comunque già ampiamente conteggiata la possibilità di una sua riproduzione non per fine di lucro;
non bisogna inoltre dimenticare la recente sentenza della Corte di Cassazione (III sezione penale, sentenza n. 149 del 9 gennaio 2007) che ha assolto due studenti universitari torinesi dal procedimento che li vedeva accusati di aver abusivamente duplicato, a fine di lucro e per uso personale, opere di diversa natura (cinematografica, informatica et similia);
la Corte ha infatti stabilito che i due ragazzi utilizzavano le copie senza fini di lucro, quindi li ha assolti, riconoscendo la possibilità dell’uso personale delle stesse;
se è giusto tutelare le esigenze legate ai diritti degli autori e degli editori di un prodotto intellettuale, dall’altro si ritiene altrettanto giusto non precludere al pubblico l’accesso a opere o parti di opere per soddisfare le proprie legittime necessità ,

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di adottare iniziative volte a procedere ad una effettiva liberalizzazione che consenta la riproduzione unicamente per uso personale e senza fini di lucro di brani musicali, libri di testo ed altre opere intellettuali similari.
9/2272-bis/16. (Ulteriore nuova formulazione). Trepiccione, Bonelli, Vacca.

E’ evidente che chi ha presentato tali ordini del giorno conosca molto poco la materia del diritto d’autore. Per ora si registra solo la reazione di Federico Motta, presidente di AIE e Sistema Cultura Italia, la Federazione italiana dell’Industria culturale che aderisce a Confindustria: “assistiamo all’ennesimo attacco per indebolire, sconvolgere, anzi il termine giusto è azzerare la normativa a tutela del diritto d’autore”.
“Altro che condivisione della conoscenza. L’intento dichiarato è nella direzione di consentire una assoluta libertà di sfruttare e utilizzare per uso personale le opere dell’ingegno a prescindere da una qualsiasi forma di autorizzazione da parte dei titolari dei diritti e da qualsiasi anche minimo riconoscimento di un compenso. In più questo avviene in totale spregio e violazione degli obblighi assunti dall’Italia in ambito internazionale attraverso il recepimento di direttive europee e trattati internazionali in materia di diritto d’autore”.
“Ma perché si parla sempre di tutela della proprietà privata e poi si dimentica invece il rispetto di quella intellettuale e si afferma anzi che “la legislazione attuale sul diritto d’autore reca restrizioni tali da pregiudicare alcuni basilari diritti dei cittadini in merito alla diffusione della conoscenza”‘ ” conclude Motta – Lo dicano chiaramente che si vuole far morire l’industria culturale italiana e – in contraddizione ai loro stessi propositi – la cultura”.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.