Accordo Confcommercio – SCF: più di 500.000 pubblici esercizi diffonderanno solo musica legale

Intesa raggiunta sul tema della diffusione di musica all’interno dei pubblici esercizi. SCF Società Consortile Fonografici annuncia infatti la firma dell’accordo con Confcommercio, relativo alla definizione dell’equo compenso da riconoscere alle case discografiche per la pubblica diffusione di musica d’ambiente all’interno dei punti vendita aderenti all’organizzazione, secondo quanto stabilito dalle norme sul diritto d’autore.
“Ogni giorno sono migliaia gli esercizi commerciali che fanno abitualmente uso di musica d’ambiente per intrattenere i propri clienti e valorizzare così la propria attività “, commenta Gianluigi Chiodaroli, Presidente di SCF. “Oggi grazie a questa intesa viene riconosciuto dalla categoria il principio che la musica non è un bene gratuito e che per utilizzarla occorre riconoscere un compenso agli artisti e alle case discografiche da noi rappresentate, come obbligatoriamente previsto dalla legge”.
“Con Confcommercio abbiamo stipulato una convenzione quadro che ha un duplice intento”, continua Chiodaroli ed aggiunge: “da un punto di vista pratico offre alle migliaia di pubblici esercizi aderenti all’associazione l’opportunità di usufruire di una significativa riduzione sull’importo da pagare. L’accordo, inoltre, costituisce un punto di riferimento non solo pragmatico, ma anche di principio: è bene ricordare, infatti, che chi intende utilizzare musica senza riconoscere i dovuti diritti non fa altro che alimentare un mercato della illegalità “.
Come infatti stabilito dalla legge sul diritto d’autore (LDA 633/41 – artt. 72, 73 e 73 bis), ai produttori e agli artisti interpreti ed esecutori spetta un compenso, il diritto “connesso” discografico, dovuto in caso di pubblica diffusione e di duplicazione delle registrazioni, sulle quali le case discografiche hanno un diritto esclusivo. Ciò significa che solo il produttore discografico può dare autorizzazione a diffondere o duplicare le registrazioni di sua titolarità . Ogni volta che si vuole far ascoltare musica registrata (canzoni o videoclip), in pubblico, sia essa trasmessa dalla radio, TV o via satellite e Internet, oppure attraverso CD o database di files caricati su server, è necessario assicurarsi di avere ottenuto le autorizzazioni anche dai produttori fonografici e dagli artisti interpreti esecutori della musica registrata che si intende utilizzare, in Italia rappresentati dalla SCF. Per la diffusione in pubblico di musica registrata è necessario quindi disciplinare la propria posizione non solo con la SIAE, per i diritti d’autore, ma anche con la SCF per quanto riguarda i diritti discografici.
“L’obiettivo di SCF, come società di servizi, è quello di agevolare gli utilizzatori di musica nell’adempimento degli obblighi di legge, offrendo loro tutte le informazioni e il supporto necessari per metterli in condizione di trasmettere musica all’insegna della legalità “, conclude Chiodaroli. “Proprio in quest’ottica, in difesa dei diritti di discografici ed artisti, il nostro scopo è quello di educare alla legalità , sensibilizzando gli operatori nel riconoscere il valore della musica e dei diritti spettanti a chi, di fatto, contribuisce alla realizzazione del prodotto musicale”.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.