Tempi duri per chi realizza booteg anche in Gran Bretagna

BPI (British Phonographic Industry) ha salutato con estremo favore la condanna comminata da una Corte britannica al famoso pirata (specializzato nella commercializzazione di bootleg) inglese rispondente al nome di Mark Purseglove.
Il pirata è stato condannato a scontare una pena detentiva di tre anni e mezzo per associazione a delinquere volta alla sottrazione di risorse economiche alla industria discografica britannica. L’uomo è stato anche oggetto di un ordine di confisca di beni per una somma pari a 1,8 milioni di sterline che rappresenta un record in Gran Bretagna.
Dalla decennale indagine delle forze dell’ordine è emerso che l’uomo nel corso delle propria “carriera di pirata” o meglio di “bootleger” (ovvero di spacciatore di registrazioni illecite di concerti di artisti famosi) ha accumulato un patrimonio di circa 6,6 milioni di sterline.
Il giudice Pontius ha dichiarato che la sentenza vuole essere di monito contro tutti coloro i quali intendono realizzare attività criminose di tal fatta.
Purseglove è inoltre ampiamente recidivo avendo in passato già avuto a che fare con la legge per la medesima attività .

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.