Pirateria informatica in crescita a Genova

A tre anni di distanza dalle prime verifiche condotte dai ‘mystery shopper’ Microsoft sul canale dei rivenditori d’informatica genovesi, occorre purtroppo riscontrare un incremento della pirateria informatica in luogo dell’auspicata diffusione d’una cultura del rispetto del diritto d’autore (tutelato dalla Legge 248 del 2000).
Infatti, rispetto al 1998 – quando erano stati riscontrati 11 casi di impiego illegale di software coperto da diritto d’autore su 61 punti vendita, il che corrisponde ad un tasso del 18,03% – recentemente i ‘mystery shopper’ hanno ravvisato comportamenti illegali in ben 16 punti vendita su 58: vale a dire, nel 28% dei casi circa. Ciò significa per l’appunto un netto +10% per la pirateria informatica nel capoluogo ligure, come anticipavamo nel titolo.
Ma come si svolgono in pratica le verifiche di Microsoft’ “I ‘mystery shopper’ si chiamano così in quanto si presentano nei negozi come acquirenti qualsiasi, l’unico modo per testare le reali politiche di vendita adottate dal dettagliante. Le loro visite dei partono sempre dalle segnalazioni che riceviamo da parte di consumatori che chiedono chiarimenti sul perché talvolta si registrino marcate differenze nei prezzi praticati da rivenditori della stessa città per gli stessi prodotti”.
Così Claudio Bergonzi, coordinatore dell’attività antipirateria di Microsoft Italia, spiega le visite presso 58 punti vendita di Genova, sfociate nella verifica – in 16 casi – di comportamenti illegali da parte dell’ufficiale giudiziario nominato dal Presidente del Tribunale.
“Le segnalazioni hanno portato alla luce che veniva venduto al consumatore software illegalmente installato privo di licenza e cd, spacciandolo per originale. Non solo, le indagini hanno evidenziato che spesso il software pirata viene offerto sotto forma di ‘sconto’ sul prezzo dell’hardware. In questo modo rivenditori senza scrupoli godono della maggiore facilità di vendita generata dall’inferiore prezzo del prodotto, una concorrenza sleale contro la quale i rivenditori ‘onesti’ sollecitano spesso un nostro intervento. Si è quindi partiti da queste segnalazioni per richiedere l’intervento degli ufficiali “.
Maria Paola Germano, Direttore Antipirateria di Microsoft Italia, ha così commentato gli esiti delle ispezioni: “Questo fenomeno di pirateria informatica – che noi chiamiamo hard disk loading – insieme a quello della più sofisticata contraffazione completa del prodotto, ha una portata ben più ampia dei semplici comportamenti adottati da singoli rivenditori. I dati raccolti sulla commercializzazione di software illegalmente copiato tracciano infatti un quadro preoccupante, non solo per la perdita di fatturato da parte delle software house direttamente colpite e di introiti fiscali per lo Stato, ma anche per il mancato sviluppo del mercato dell’information technology nel territorio di riferimento, che si traduce in numerosi mancati posti di lavoro.
Perché vendere prodotto originale significa non solo sviluppare il parco dettaglianti, ma anche quello dei tecnici per l’installazione, l’assistenza, le riparazioni, gli aggiornamenti e così via. Tutto ciò cui non può aspirare l’utente che si trova installato sul PC un programma duplicato fuori legge”.
Come sottolinea l’ultimo Global Software Piracy Study (ricerca a livello mondiale realizzata dall’International Planning Corporation per conto della Business Software Alliance), nel 2000 la pirateria ha arrecato alle aziende informatiche europee danni per 3,4 miliardi di dollari.
In Europa la pirateria informatica ha raggiunto nel 2000 la soglia del 34%, mentre a livello mondiale un terzo del software impiegato in azienda è illegale. In Italia il tasso globale di pirateria si è attestato al 46%, con una crescita del 2% rispetto al dato rilevato lo scorso anno. Le perdite economiche sono stimate in 900 miliardi di lire circa.
“La prima tornata di visite ai punti vendita genovesi s’è svolta nel ’98, anche allora in contemporanea col G8”, ricorda Bergonzi. “In quell’occasione, la posizione espressa dai rappresentanti delle economie più avanzate del globo fu chiara: ‘…Riconosciamo che i crimini connessi alla proprietà intellettuale, come la pirateria e la contraffazione, rappresentano un problema grave e sempre crescente, che dovrebbe interessarci tutti. Concordiamo sull’importanza di un’efficace azione contro tali crimini nei nostri Paesi…’. Speriamo che la concomitanza con un nuovo G8 ci aiuti ora a sottolineare con ancor più decisione questa tematica: Microsoft è sempre convinta che la pratica delle ‘piccole astuzie’ di breve respiro non sarà mai il modello di sviluppo ideale per un settore cruciale per lo sviluppo economico del Paese.
Del resto, qualche segnale positivo si può già riscontrare: in 5 casi il dettagliante ha affermato di non accettare simili pratiche poiché esiste una legge precisa in materia. Queste affermazioni non erano mai state fatte fino a qualche tempo fa; inoltre, nel capoluogo ligure non sono stati trovati ad agire illegalmente punti vendita appartenenti a grandi catene. In effetti, l’attenzione del canale è cresciuta, anche grazie alla nostra attività , e non possiamo che rallegrarcene”.

La redazione – Fonte: Microsoft

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.