Palermo, condanna per ricettazione di supporti audiovisivi pirata

Recentemente il giudice monocratico della II Sezione Penale, peraltro in linea con analoghe decisioni delle altre sezioni penali del Tribunale di Palermo, ha condannato un venditore ambulante di supporti audiovisivi abusivamente duplicati, detenuti per uso non personale e con finalità di lucro, alla pena finale di anni 2 e mesi 6 di reclusione ed euro 2.000 di multa.
Il magistrato, contestata all’imputato la recidiva specifica reiterata nonché la continuazione, ha ritenuto lo stesso responsabile anche del più grave reato di ricettazione di cui all’art. 648 c.p. Si ritiene utile precisare che i supporti “pirata” sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel corso del mese di febbraio 2008 e quindi il concorso tra i due reati opera nel vigore del D. Lgs n. 68/2003 che avendo abrogato l’art. 16 della legge n.248/2000, configura l’illecito amministrativo esclusivamente nell’ipotesi di acquisto o ricezione di supporti abusivamente duplicati che siano destinati ad esclusivo uso personale.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.