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Nuovo rapporto ICC: l’impatto economico della contraffazione e della pirateria raggiungerà i 1,7 trilioni di dollari entro il 2015

Un nuovo rapporto pubblicato dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) indica che gli impatti economici e sociali globali della contraffazione e della pirateria raggiungeranno il valore di 1.700 miliardi dollari USA entro il 2015, e metteranno a rischio 2,5 milioni di posti di lavoro ogni anno. La relazione è stata presentata in occasione del sesto Congresso mondiale sulla lotta alla contraffazione e alla pirateria, durante una sessione di gruppo sugli impatti economici.
La relazione aggiorna un rapporto del 2008 dall’Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico (OCSE) che ha dimostrato che più di 250 miliardi di dollari di merci contraffatte sono circolate attraverso i canali del commercio internazionale. Lo studio ICC non solo aggiorna le stime, ma esamina anche gli impatti non quantificati nella relazione OCSE. Questi comprendono il valore della produzione nazionale e il consumo dei prodotti contraffatti, il valore della pirateria digitale, e l’impatto negativo sulla società , governi e consumatori.
Il rapporto rivela, partendo dai dati raccolti nel 2008, il totale degli impatti economici e sociali globali di prodotti contraffatti e piratati ammonta fino a 775 miliardi dollari USA ogni anno. Ciò include il gettito fiscale perduto e la maggiore spesa pubblica per l’applicazione della legge e l’assistenza sanitaria. Il dato è stimato a più del doppio, 1,7 trilioni di dollari, nel 2015, ciò in parte dovuto al rapido aumento della contraffazione e della pirateria fisica, come riportano le dogane, in parte allo sviluppo in tutto il mondo di Internet ad alta velocità e delle tecnologie mobili.
Il rapporto mostra che il commercio internazionale di prodotti falsi attualmente rappresenta più della metà della contraffazione e della pirateria, e potrebbe crescere a un massimo di 960 miliardi dollari entro il 2015. Nel 2015 negli USA la produzione e i consumi interni varieranno tra i 370 e i 570 miliardi di dollari, mentre la musica, i film e il software piratati digitalmente impatteranno per circa 240 miliardi di dollari.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.