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Nuova campagna BSA contro l’illegalità nel software

Parte in questi giorni la nuova campagna di moral suasion varata da BSA Italia (Business Software Alliance) per promuovere il rispetto della proprietà intellettuale ed un corretto e legale utilizzo del software in azienda.
Indirizzata in un unico flight ad un target di oltre 20.000 aziende dislocate sull’intero territorio nazionale e scelte all’interno di un range dimensionale che spazia da 25 a 250 PC, la campagna si avvale dello strumento del direct mailing, “quello che meglio ci consente di sviluppare un dialogo diretto coi responsabili delle imprese”, spiega Norberto Didier, Vice Presidente di BSA Italia. “In passato BSA ha fatto anche campagne di pubblicità classica, che contribuiscono a sollevare la consapevolezza del problema nel pubblico in generale. Oggi il tema è assai più dibattuto di qualche anno fa, e noi abbiamo sviluppato strumenti di software asset management che possono aiutare le aziende a non incorrere nei rigori della legge previsti per chi utilizza illegalmente il software. Inviare una busta direttamente sulla scrivania del manager ci consente di attivare un canale di comunicazione assai più focalizzato ed efficace presso chi effettivamente è responsabile di queste risorse all’interno dell’organizzazione”.
Utilizzando un visual e dei claim sicuramente attraenti ed efficaci, la campagna ribadisce i profili di rischio sul piano penale, amministrativo e civile per chi utilizza programmi software al di fuori dei regolari contratti di licenza, e le pesanti conseguenze economiche, fiscali ed occupazionali che questo diffuso reato produce per un sistema, quello italiano, paradossalmente noto in tutto il mondo per il contributo creativo apportato in numerosissimi settori. Conseguenze che peraltro rischiano di danneggiarne seriamente anche la competitività sui mercati internazionali.
Le aziende della fascia dimensionale indirizzata da questa iniziativa sono un target privilegiato per via delle loro particolari caratteristiche; si tratta infatti di organizzazioni con flotte di PC abbastanza grandi da rendere difficile, se non impossibile, la gestione manuale, ed al tempo stesso non così vasti da giustificare la presenza di strumenti e sistemi di gestione dedicata e strutturata del parco software.
La probabilità di incorrere in situazioni di duplicazione abusiva è quindi abbastanza elevata, con conseguenze potenziali molto serie per l’azienda ed i suoi responsabili; tra queste rientrano anche il sequestro dei PC, che potrebbe anche compromettere seriamente la continuità operativa aziendale, e il danno all’immagine ed alla reputazione se la notizia dell’illecito commesso si diffondesse nella “comunità ” (clienti, fornitori, partner, ‘) a cui l’azienda appartiene e si rivolge.
“BSA ha deciso di investire importanti risorse in questa campagna di comunicazione per dare un messaggio forte ad un vasto insieme di aziende la cui taglia dimensionale rende difficile far arrivare ovunque l’occhio vigile dell’imprenditore, che controlla personalmente ogni aspetto della gestione” continua Didier. “In questo segmento di imprese, la presenza capillare dell’IT in tutti i reparti aziendali e la relativa complessità organizzativa rende imprescindibile l’adozione di modelli di gestione del software atti a prevenire eventuali situazioni di non conformità , le cui conseguenze, appunto, sarebbero troppo’ salate!”.
E’ infatti importante ricordare che eventuali violazioni della legge sul diritto d’autore possono generare, a carico dell’azienda, conseguenze negative ulteriori rispetto a quelle espressamente previste dall’impianto sanzionatorio. Si pensi, ad esempio, al fatto che eventuali pendenze di tipo penale e civile rientrano tra i numerosi parametri di valutazione del rischio di credito di un’impresa (oggi ancora più rigorosi per via delle norme introdotte dall’accordo di Basilea II) ed incidono quindi sul suo default rate, ovvero l’indice che misura il merito creditizio e, quindi, l’affidabilità dell’azienda. Anche l’eventuale coinvolgimento dei responsabili aziendali in procedimenti giudiziari innalza il profilo di rischiosità dell’azienda, fattore che, con il precedente, potrebbe rendere decisamente più difficile ed oneroso l’accesso alle fonti di finanziamento.
Per non parlare, poi, di aziende che intendono quotarsi, emettere obbligazioni o svolgere operazioni quali fusioni o acquisizioni; l’eventuale presenza di procedimenti giudiziari non potrebbe sfuggire alle due diligence che vengono effettuate in questi casi, ed il valore dell’azienda ne risulterebbe influenzato negativamente.
Per affrontare positivamente la questione, BSA offre al pubblico diversi strumenti, tutti gratuiti ed accessibili online al sito www.bsa.org/italia; ad esempio, lo studio sul software asset management realizzato con l’Università Bocconi, corsi di formazione online, tool per l’inventario del software installato ed altre risorse ancora.
“Ci auguriamo – conclude Didier – che questa campagna contribuisca a diffondere la consapevolezza che l’utilizzo di software originale è un comportamento non solo di per sé etico e rispettoso della legge, ma anche un modo di proteggere l’azienda ed i suoi asset”.
La campagna è visibile al link http://www.bsa.org/italia/events/sale/index.cfm ed è stata curata dall’agenzia Mph (www.mphbw.com), con Memo Mormina come Direttore Creativo, Giacomo Darecchio in qualità di Direttore Strategico e Elisabetta Sforza nel ruolo di Creative Developer

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.