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Non solo pirateria “di strada” a Napoli: la Guardia di Finanza scopre illegalità anche in azienda

Il Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un’operazione contro la duplicazione abusiva del software condotta nei confronti di imprese e studi professionali, ha sequestrato 65 personal computer e 112 programmi software, nonché denunciato all’Autorità Giudiziaria 9 persone per violazione della legge sul diritto d’autore.
L’operazione è stata condotta dal Gruppo Servizi Vari, guidato dal Maggiore Carlo Simoncini, con il supporto tecnico dei consulenti BSA che hanno collaborato attivamente con i militari durante le operazioni e in fase di perizia del materiale sequestrato.
I finanzieri hanno posto sotto la lente tredici imprese del napoletano operanti in svariati settori merceologici: dalle società di produzione manifatturiera alle agenzie assicurative, dalle società di trasporti marittimi a liberi professionisti (quali agenti di commercio e consulenti amministrativi e finanziari), dalle concessionarie d’auto fino alle aziende di servizi informatici, ovvero “addetti ai lavori” che di software vivono, ma che talvolta trasgrediscono la legge incorrendo in “salate” conseguenze, come avvertiva una campagna di direct mailing diffusa da BSA non più d’un mese addietro.
In sette di queste aziende (quindi più del 50% del totale controllato) sono state riscontrate illegalità nel parco software utilizzato; oltre a programmi di tipo professionale per PC, durante le verifiche sono state rivenute numerose altre opere dell’ingegno (quali file musicali, audiovisivi, multimediali etc.), riprodotte infrangendo la vigente normativa di tutela del diritto d’autore.
“BSA esprime il più caloroso plauso al Maggiore Simoncini e ai suoi uomini – afferma Norberto Didier, Vice Presidente di BSA Italia – “per l’impegno e la professionalità profusi nel perseguire forme di pirateria assai meno ‘spettacolari’ o comunque visibili al pubblico della vendita di prodotti abusivi sulle strade, ma non per questo meno diffuse nel tessuto sociale, dal quale vengono ancora troppo spesso accolte come ‘peccati veniali’. Forme che invece, con la loro endemicità , arrecano danni profondi all’economia del Paese e alle potenzialità di sviluppo dello stesso bacino partenopeo”.
I risultati dell’operazione di Napoli confermano quelli emersi in attività similari, condotte dalla Guardia di Finanza in diverse zone d’Italia in questo periodo, nell’ambito della lotta alla pirateria informatica nel mondo delle aziende. Questa tipologia di reati, unitamente a diverse altre forme di illecito (quali la contraffazione di prodotti software e lo scambio abusivo via sistemi web), costituisce infatti un’area di particolare impegno per il Corpo, viste le sue funzioni specifiche di polizia economica e finanziaria.
Proprio la continua diffusione della duplicazione illegale del software tra aziende e professionisti è una delle cause principali che spiega la crescita del tasso di pirateria medio in Italia, rilevato per conto di BSA da IDC, prestigiosa società di ricerche di mercato che annualmente diffonde uno studio sull’andamento del fenomeno nei maggiori paesi del mondo. Secondo tale rapporto, diffuso qualche giorno fa, la percentuale di software abusivo sul totale utilizzato nel nostro paese ha superato la fatidica soglia rappresentata da “una copia pirata ogni due”, passando infatti dal 50% del 2004 al 53% del 2005. Si tratta di un valore preoccupante che, viste le sue gravi implicazioni sociali ed economiche (mancato gettito fiscale, danno ai livelli occupazionali, alterazione del regime di libera concorrenza, etc.), comporterà inevitabilmente non solo maggiori sforzi in termini di sensibilizzazione, ma anche in chiave repressiva.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.