Napoli: 23 arresti e oltre 700 mila tra DVD e CD sequestrati al termine di oltre un anno di indagini

Ventitrè ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite l’altra notte dalla Guardia di finanza di Napoli al termine di una complessa indagine durata oltre un anno e mezzo che ha riguardato l’attività di falsificazione di dvd cinematografici e cd musicali, con ramificazioni anche all’estero.
Sei le organizzazioni del falso individuate che disponevano di quattro depositi clandestini tra Napoli e provincia e nove strutture tecniche di duplicazione (ubicate nella città di Napoli – zona Vasto -, a Giugliano in Campania, a Melito e a Lago Patria). Secondo stime della guardia di finanza il giro d’affari delle organizzazioni del falso ammonterebbe a 75 milioni di euro. Sessantasei persone sono indagate, mentre si stanno analizzando ancora i risultati di 80 perquisizioni domiciliari eseguite nelle ultime ore.
L’ operazione, denominata “Tarantola” è stata coordinata dal PM Valter Brunetti della Procura della Repubblica di Napoli. Complessivamente, nell’ambito dell’indagine e delle operazioni condotte nel corso di vari mesi, sono state sequestrate 9 centrali per la duplicazione con 550 masterizzatori e 119 apparecchiature utili per la riproduzione illecita dei film e di cd musicali. Sono stati sequestrati, inoltre, quattro depositi clandestini, 120mila tra Cd, Dvd e oltre a giochi per play station pubblicati illecitamente. Sono state inoltre trovate anche custodie, locandine ed etichette della Siae contraffatte per oltre 160 mila pezzi.
Secondo gli inquirenti, solo tra l’aprile 2003 e il maggio 2004 sono state immesse sul mercato oltre 700mila copie false, tra film e cd musicali. Un giro d’affari paragonato ad una vera e propria holding, che si avvaleva di tecnici esperti anche in materia informatica per l’acquisizione su internet oppure presso sale cinematografiche della prima copia utile per la riproduzione e per la successiva riproduzione dei prodotti illeciti.
Oltre ai reati propri della violazione in materia di diritto d’autore, gli indagati sono accusati di aver compiuto reati di evasione fiscale dal momento che i proventi illeciti sono stati assimilati a redditi di impresa. La Guardia di Finanza ha in questo caso applicato per prima volta la legge 537 del 1993. Molti dei componenti della holding, titolari di partita Iva, avevano più ruoli all’interno dell’organizzazione ed anche questo ha complicato il lavoro delle Fiamme gialle che, come una vera e propria ragnatela, hanno cercato di risalire alle varie maglie dell’organizzazione. Da qui il nome dell’operazione ‘Tarantola’. Da sottolineare la capacità imprenditoriale dei falsificatori che immettevano immediatamente sul mercato i proventi dei loro traffici per acquistare prodotti sempre più all’avanguardia e proseguire, in maniera velocissima alla riproduzione soprattutto di film proiettati nelle sale cinematografiche italiane e straniere e delle maggiori novità musicali.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.