L’industria discografica internazionale chiede interventi urgenti contro la pirateria musicale

I leader dell’industria discografica internazionale si sono riuniti martedì scorso a Roma per chiedere interventi urgenti per contrastare il dilagare della pirateria musicale che sta seriamente minacciando il futuro della musica Italiana in Italia e all’estero.
L’industria discografica Europea ha chiesto una maggiore repressione del fenomeno e un miglioramento delle norme che possano essere d’aiuto per combattere la pirateria musicale, che rappresenta oggi oltre il 25% del mercato nazionale.
Solo nel Sud Italia, il tasso di pirateria ha raggiunto livelli che superano abbondantemente il 50% del mercato.

L’Italia ha uno dei più forti repertori musicali di tutta Europa. Nei primi sei mesi dell’anno, la produzione discografica degli artisti italiani ha raggiunto il 48% sul totale delle vendite. La musica italiana viene esportata con successo in tutta Europa e nel Mondo. Ma l’industria discografica italiana, si trova oggi ad affrontare uno dei più alti tassi di pirateria di tutta l’Europa occidentale.

Jay Berman, Presidente e CEO di IFPI, l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica di tutto il mondo, ha dichiarato: “l’Italia ha una ricca e vibrante cultura musicale, ma il valore della musica è minacciato dall’enorme espandersi della pirateria. Nonostante l’incremento dell’attività delle Forze dell’Ordine, enormi quantità di CD masterizzati continuano ad essere venduti nelle strade cittadine. Inoltre, anche quando i pirati giungono di fronte al giudice, troppo spesso le pene sono eccessivamente leggere se non irrisorie. Quindi tutti noi chiediamo ai rappresentanti del Governo di lavorare a stretto contatto con l’industria discografica e di applicare con forza la legge per punire i pirati che con le loro azioni criminali danneggiano gravemente l’intero mercato discografico”.
La “Pirateria S.p.A” in Italia “fattura” 111 milioni di euro, cifra che colloca l’Italia al 6 posto nella classifica mondiale, in termini di valore globale del mercato illegale. Il Fisco italiano, registra milioni di Euro in imposte evase a causa della pirateria.

Emmanuel de Buretel, Presidente e CEO di EMI Recorded Music Europe, ha dichiarato: “La pirateria non colpisce solo gli artisti internazionali. Il tasso di pirateria per le nuove pubblicazioni dei più popolari artisti italiani raggiunge anche il 50%. Se la pirateria continuerà su questi livelli, è chiaro che ci saranno conseguenze sul repertorio locale e per la nascita di nuovi talenti”.

La principale forma di pirateria in Italia è la masterizzazione di CD-R.
Grandi centrali di masterizzazione sono presenti in tutta Italia ed in particolare nel Sud del Paese. Reti di venditori ambulanti abusive distribuiscono successivamente il materiale per le strade delle città .

I primi sei mesi del 2002 hanno visto un notevole incremento delle azioni antipirateria delle Forze dell’Ordine Italiane. Il numero di operazioni antipirateria è aumentato del 200% rispetto all’anno precedente così come il numero di individui arrestati, il numero di cd e di masterizzatori sequestrati.

Nella più grossa operazione condotta in Italia quest’anno, la Guardia di Finanza ha localizzato un caveau sotterraneo blindato vicino a Napoli. Durante l’operazione sono stati sequestrati 130 masterizzatori e 106 mila CD-R. Due persone sono state denunciate per violazione della legge sul diritto d’autore.

E’ inoltre evidente un coinvolgimento del crimine organizzato nelle riproduzione e vendita di CD-R. Nella maggior parte dei casi, i profitti derivanti dalla Pirateria musicale vengono rinvestiti per finanziare altre attività illecite come il traffico di stupefacenti, riciclaccio di denaro sporco e altre importanti attività criminali.

Nel 2000 è stata approvata in Italia una legge anti-pirateria ed oggi sta per essere introdotta nella legislazione italiana anche la Direttiva Europea sull’armonizzazione del diritto d’autore nella società dell’informazione. Alberto Pojaghi, Presidente FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, ha commentato: “Le attività repressive da parte delle Forze dell’Ordine sono aumentate dall’approvazione della Legge anti-pirateria ma, a livello giudiziario, non c’è ancora una forte consapevolezza dei danni recati dalla pirateria. Per questo chiediamo al Governo di aumentare i propri sforzi per ottenere maggiori risultati nella lotta alla contraffazione. Essendo, inoltre, in forte aumento in Italia la pirateria su Internet invitiamo il Governo ad adottare al più presto la Direttiva Europea sul copyright”.

La redazione (GD)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.