La pirateria come fonte di sostentamento del terrorismo’

WASHINGTON ‘ Stando all’Interpol e ai gruppi di pressione del settore della proprietà intellettuale, organizzazioni terroristiche di tutto il mondo finanzierebbero le proprie attività anche attraverso il mercato del traffico illegale di DVD e CD piratati.
Si è infatti riscontrato un forte interesse al mercato in questione da parte dei gruppi terroristici più differenti, da quelli che insanguinano l’Irlanda del Nord fino a quelli operativi nel mondo arabo, da Al Qaeda agli Hizbollah. La stessa RIAA (la Recording Industry Association of America) ha fatto sapere di avere prove solide che dimostrano due industrie manifatturiere di Cd in Pakistan sono finanziariamente supportate da Dawood Ibrahim, un indiano musulmano che il Ministero del tesoro lo scorso ottobre indicò come ‘terrorista globale’.
Ibrahim risulterebbe avere anche stretti legami con Al Qaeda, con cui condividerebbe le rotte dell’esportazione clandestina di beni illegali diretti sul mercato occidentale; e, secondo il Ministero degli interni degli Stati Uniti d’America, sempre Ibrahim sarebbe dietro gli aiuti economici che hanno permesso ai fondamentalisti islamici di destabilizzare il governo indiano.
Ronald Noble, segretario generale per la Interpol, ha fatto sapere che ormai il furto di proprietà intellettuale è divenuto il crimine preferito da questi gruppi terroristici per finanziarsi le proprie attività . Questo l’esempio da lui riportato per far capire come funziona questa attività illecita:
‘beni contraffatti realizzati in Europa vengono spediti in una zona di porto franco nel Sud America da un gruppo di libanesi vicini agli Hizbollah; di lì questi beni vengono fatti entrare illecitamente in un paese terzo, al fine di evitare le tasse di importazione, e di lì vengono venduti da una rete di palestinesi. Il nostro forte sospetto è che una buona parte degli introiti generati da questa attività ritorni poi nelle mani degli Hizbollah’.
Cinque paesi in particolare ‘ la Cina, il Brasile, il Pakistan e la Russia ‘ sono il centro di questi mercati clandestini. Gli Stati Uniti d’America stanno a tal proposito prendendo seriamente in considerazione l’idea di revocare il proprio ‘Generalized System of Preferences’, un accordo speciale che permette di ridurre le tariffe dei beni di questi paesi entranti in America. In particolare una tale decisione sembra vicina ad essere presa nei confronti di Brasile e Russia.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.