La nuova frontiera della lotta anti-pirateria

Il gruppo di pressione politica per le major di Hollywood ha annunciato lo scorso mercoledì i primi arresti nel rispetto di una legge appena entrata in vigore nello stato della California che mira a colpire coloro che usano videocamere all’interno delle sale cinematografiche.
Min Jae Juon è stata arrestata sul sospetto di aver violato la legge in questione dopo che personale del teatro ha visto una luce rossa proveniente dalla sua videocamera durante la proiezione di “The Passion of the Christ” lo scorso 10 aprile al Pacific Theatre del Grove di Los Angeles.
Arrestato sulle stesse basi di sospetto di condotta contraria alla legge Ruben Centeno Moreno, che sembra abbia registrato “The Alamo” il 12 aprile al Pacific Winnetka Theater nella zona del Chatsworth sempre a Los Angeles. Un proiezionista ha confermato di aver notato una luce rossa provenire dalla videocamera del sospettato, e l’ha confermare attraverso l’uso di occhiali infra-rossi.
Il direttore generale della MPAA (Motion Picture Association of America) Jack Valenti ha fatto sapere che “in ambo i casi la LAPD (Los Angeles Police Department) non sarebbe potuta intervenire in modo così deciso senza il supporto del personale di sala dei cinematografi. Spero che questa notizia serva come segnale ad altri che tali reati non saranno tollerati”.
Il reato è sanzionabile con un massimodi un anno di carcere.
Questa ed altre leggi simili in vigore in nove altri stati sono rilevanti per il fatto che danno alle autorità locali il potere di intervenire in casi che diversamente dovrebbero essere di pertinenza delle autorità federali.
Proprio per meglio rispondere a questi comportamenti illeciti, la MPAA ha creato una hotline specifica per il personale di sala dei cinematografi affinché possano denunciare con maggior solerzia eventuali violazioni. E’ allo studio anche un sistema di remunerazione per coloro che di fatto denuncino tali illeciti.
Su di un altro versante, Russell Sprague, dell’Illinois, si è dichiarato colpevole negli scorsi giorni di fronte alla Corte Distrettuale di Los Angeles per aver distribuito copie illegali di film quali “Mystic River” e “The Last Samurai” della Warner Brothers e “Something’s Gotta Give” della Columbia. Sprague era stato accusato lo scorso febbraio nel corso di una causa che concerneva screeners ceduti dal membro della Academy of Motion Picture Arts and Sciences Carmine Caridi, ora espulso dalla Academy.
Sprague rischia fino a tre anni di prigione.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.