Il mercato nero del software sfugge ai controlli sulla esportazione

E’ emerso un mercato nero di software scientifico e ingegneristico abbastanza potente da ricadere nell’ambito delle limitazioni americane all’esportazione. Si tratta di software che può essere usato per progettare razzi o reattori nucleari o per predire il percorso di una nube di spore di antrace.
“La proprietà intellettuale non ha a che fare solo con Napster o con lo scaricamento illegale di canzoni dalla rete”, ha detto un ufficiale del Dipartimento della Giustizia, “questo è software che permette di controllare il flusso di carburante in un caccia!”.
Steve M. Legensky, fondatore e general manager di Intelligent Light, compagnia di software ingegneristico ha trovato infatti in vendita su Internet, da parte di imprenditori cinesi, copie di software della sua compagnia al ridicolo prezzo di 200$ (invece dei 12000$ della copia con licenza), offerte insieme a sofisticato software di altre 120 compagnie molte delle quali soggette, come la sua, a severe leggi anti esportazione.
Gli USA si trovano impossibilitati ad agire, in parte per non rovinare le relazioni con Paesi come la Cina, in parte per l’effettiva difficoltà di contrastare la pirateria digitale.
Si stima che in Cina il 92% del business software in uso sia piratato, e questo è sicuramente un grosso problema economico, perché non vengono pagati i diritti d’autore a chi di dovere. Ma il problema della pirateria digitale nel mondo e in particolare in alcuni Paesi si sta trasformando anche in un problema di sicurezza nazionale.
Per il momento, cercare di allestire un’investigazione internazionale è molto difficoltoso, e ciò viene fatto solo in casi di eccezionale importanza.

Daniela Torrisi

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.