Il Dipartimento di Giustizia statunitense mira a introdurre un disegno di legge che renda rilevante penalmente anche ‘l’intento di commettere atti di pirateria’

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha stilato un disegno di legge volto a rendere penalmente rilevante la violazione della proprietà intellettuale incluso ‘l’intento di commettere atti di pirateria’.
Alberto R. Gonzales, General Attorney, ha dichiarato che il Dipartimento ha inviato al Congresso il disegno di legge denominato Property Protection Act of 2005.
Se approvato il progetto avrebbe come conseguenza un incremento delle pene previste in caso di reiterazione delle violazioni della PI (atti di pirateria), un aumento, come predetto, delle fattispecie rilevanti penalmente, e un potenziamento dei mezzi investigativi a disposizione sia in campo penale che civile.
Attualmente il codice statunitense prevede che rilevanza penale si abbia solo nel caso di una effettiva violazione di copyright a scopo commerciale o di lucro personale. Lo stesso avviene nel caso in cui un soggetto duplichi opere senza la necessaria autorizzazione per un valore pari almeno a 1.000 dollari.
L’attuale assetto normativo stabilisce che la prova della copia o della riproduzione non è sufficiente a provare la violazione volontaria.
Il nuovo progetto di legge intende invece ampliare in modo sostanziale il concetto di volontarietà nella violazione perpetrata intendendo estendere rilevanza penale anche all’intento di portare a termine la violazione e non alla sola violazione vera e propria.
L’atto infatti intende modificare la Section 506(a)(1) title 17 dello United States Code introducendo la frase “or attempts to infringe” prima della parola copyirght.

La redazione (Raimondo Bellantoni)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.