Il Brasile non accetta le minacce americane

Il Ministro della Giustizia e il parlamento del paese hanno gridato allo scandalo solo pochi giorni fa dopo che gli Stati Uniti d’America hanno reso noto che potrebbero tagliare i benefici fiscali sull’import proveniente dal paese se il Brasile non s’impegnerà di più nella lotta alla pirateria.
Il mercato clandestino di beni piratati è in effetti molto prospero in Brasile ‘ si pensi che uno dei maggiori punti di ritrovo dei venditori abusivi è situato addirittura a pochi chilometri proprio dal Ministero della Giustizia ‘ , ma il governo del paese ha fatto sapere che sta già lavorando sodo e con profitto per portare avanti quella che sembra una lotta impari. I beni piratati vi entrano troppo facilmente dal vicino Paraguay e si vanno ad aggiungere a quelli prodotti localmente.
Ma Clovis da Silva Monteiro, il coordinatore degli sforzi del comitato statale anti-pirateria non ci sta: “il Brasile ha le sue leggi, il Brasile ha i suoi giudici, e questo non è che un modo per farci pressione”.
In termini economici, la pirateria proveniente dal Brasile è costata agli Stati Uniti d’America $700 milioni nel solo 2003, secondo le stime della The International Intellectual Property Alliance, un consorzio che raccoglie gruppi americani che producono musica, film, software e libri.
E’ da lungo tempo ormai che l’Alleanza fa pressione sul governo statunitense affinché sospenda i benefici fiscali di cui il Brasile gode in base al Generalized System of Preferences, il quale permette ai Paesi in via di sviluppo di esportare beni negli Stati Uniti senza pagare le tasse doganali. Sospensione richiesta proprio in virtù dei ripetuti reati di violazione di copyright di cui il paese sud-americano sarebbe responsabile secondo la International Intellectual Property Alliance.
Dal Ministero statunitense interessato si fa sapere che l’eleggibilità al programma per il Brasile verrà rinnovata solo per i prossimi tre mesi ‘ contro i soliti 12 mesi ‘, tre mesi durante i quali prenderà visione della richiesta dell’alleanza.

La redazione (Alessandro di Francia)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.