IDC: crescita significativa dell’economia europea con una maggiore tutela del diritto d’autore

IDC ha annunciato che, entro il 2006, l’economia dell’Europa occidentale e dell’Est potrebbe crescere di 100 miliardi di dollari, si potrebbero creare 250.000 nuovi posti di lavoro e il gettito fiscale potrebbe aumentare di 23.3 miliardi di dollari attraverso una riduzione del fenomeno della pirateria software di 10 punti percentuale. Nel primo studio globale sull’impatto economico della pirateria mai realizzato finora, IDC sottolinea l’opportunità per i governi di ottenere nuove entrate per miliardi di euro da investire in aree quali l’istruzione, la sanità e la prevenzione del crimine.
Lo studio IDC, commissionato da BSA, ha valutato l’impatto del settore IT (Information Technology) in 57 Paesi di tutto il mondo e i benefici economici che ne deriverebbero attraverso l’inasprimento e il rafforzamento dell’applicazione delle regole che tutelano la proprietà intellettuale. I Paesi oggetto della ricerca compongono complessivamente il 98% del mercato IT mondiale.
John Gantz, Presidente e Chief Research Officer di IDC, ha commentato: “Nell’Europa occidentale e nei 57 Paesi oggetto del nostro studio abbiamo rilevato come anche una modesta e graduale riduzione della pirateria software nella misura di 10 punti percentuale in 4 anni avrebbe impatti positivi di portata estremamente ampia. In particolare, le aziende locali beneficerebbero di questo progresso in misura sostanzialmente maggiore rispetto alle realtà multinazionali, sia perché molti dei vantaggi ottenibili si rifletterebbero positivamente sulle aziende locali di distribuzione e servizi, sia in considerazione della situazione in cui si verrebbero a trovare i produttori software locali che, potendo operare in mercati caratterizzati da livelli di pirateria più contenuti, disporrebbero di mezzi superiori da reinvestire nel rinnovamento delle rispettive attività “.
Beth Scott, VP EMEA di BSA, ha affermato: “La tutela della proprietà intellettuale alimenta la creatività aprendo nuove opportunità di lavoro per le aziende pubbliche e private. Se gli imprenditori fossero in condizione di introdurre le loro innovazioni sul mercato con la certezza di veder protetto il frutto del loro lavoro, essi potrebbero ampliare le loro attività assumendo nuovo personale. Questo processo innescherebbe a sua volta l’aumento dei consumi e l’incremento del gettito fiscale, permettendo ai governi di finanziare importanti opere pubbliche”.
Nonostante i vantaggi derivanti dalla riduzione della pirateria software si estendano a tutti i Paesi analizzati, alcuni ne beneficiano in misura maggiore rispetto ad altri. I Paesi in cui il tasso di pirateria è più basso o quelli che sono riusciti a ridurre in misura maggiore il fenomeno hanno già potuto verificare i benefici economici di una maggiore tutela della proprietà intellettuale. Ad esempio, il Regno Unito, il Paese europeo con il tasso di pirateria software più basso in assoluto, ha sperimentato tra il 1995 e il 2001 il tasso di crescita più elevato e la creazione di quasi 200.000 nuovi posti di lavoro.
Per quanto riguarda l’Italia, se in quattro anni il nostro Paese riuscisse a ridurre di 10 punti percentuale l’attuale tasso di pirateria (45%), il settore IT potrebbe crescere del 50% raggiungendo un giro d’affari pari a 38.1 mld di dollari (42.5 miliardi di euro), creando nuove opportunità imprenditoriali e migliaia di nuovi posti di lavoro. I vantaggi economici ottenibili sarebbero pertanto significativi: IDC stima una crescita economica per 8 mld di dollari (8,9 miliardi di euro), 17.742 nuovi posti di lavoro nel settore high-tech e un aumento del fatturato per l’industria locale IT di oltre 6.4 mld di dollari (7,1 miliardi di euro). Complessivamente, questi incrementi aggiungerebbero oltre 1.8 mld di dollari (2 miliardi di euro) al gettito fiscale.
Anche altri Paesi che hanno ridotto la pirateria software di recente, come la Spagna, hanno registrato una forte crescita nel settore IT. Con una riduzione del fenomeno nella misura di 16 punti percentuale dal 1996 a oggi, la Spagna si trova attualmente nella posizione ottimale per beneficiare di un’ulteriore espansione del settore IT, complice anche la forte domanda del mercato interno. In Spagna, il settore IT appare destinato a crescere nel periodo 2001-2006 a un ritmo tre volte maggiore di quanto accaduto tra il 1995 e il 2001. Similmente l’Irlanda, forte del tasso di riduzione più elevato dell’intera regione (28%), ha registrato negli ultimi anni il terzo tasso di crescita del settore IT.
Tra i primi 11 Paesi nel mondo che trarrebbero benefici dalla riduzione di 10 punti percentuale della pirateria informatica, 6 fanno parte dell’Europa dell’Est, tra cui si distinguono: Russia, Ucraina, Bulgaria, Romania e Croazia. La crescita del settore IT prevista spazia dal 60% nella repubblica Ceca e Slovacchia al 120% in Russia, dal 2001 al 2206.
“Con un tasso di pirateria a livello europeo che spazia dal 25 all’ 87%, 9 programmi software su 10 sono piratati. Lo studio IDC evidenzia i vantaggi che deriverebbero dalla riduzione del fenomeno della pirateria. Da tempo siamo impegnati a collaborare con l’Unione Europea e i singoli Stati dell’Europa dell’Est allo scopo di incoraggiare l’inasprimento e il rafforzamento delle misure di protezione della proprietà intellettuale. Riteniamo che i governi debbano dare l’esempio varando programmi volti alla sensibilizzazione degli utenti sulle responsabilità e i danni che la pirateria provoca all’innovazione informatica, ai titolari dei diritti e all’economia in generale”, ha commentato Yolanda Rios, Presidente di BSA Italia.
I principali risultati dello studio sono riassunti nei seguenti punti:

1. La riduzione della pirateria software accelera la crescita del settore IT.
Il settore IT, per il quale è prevista una crescita del 34% nel periodo 2001-2006, potrebbe svilupparsi di ulteriori 15 punti percentuale, fino a toccare il 49%, grazie a una riduzione della pirateria software pari a 10 punti percentuale. Circa i due terzi dei Paesi analizzati nella ricerca beneficerebbero di una crescita IT superiore al 50%. Le aziende locali beneficiano direttamente della riduzione della pirateria. I vantaggi derivanti dall’aumento di domanda si riflettono automaticamente sui servizi locali e sul canale. IDC stima che ogni dollaro derivante dalla vendita del software genera 1 dollaro aggiuntivo di servizi e da 1 a 2 dollari in guadagni per il canale.

2. L’accelerazione dell’espansione IT si traduce nella crescita dei posti di lavoro, del gettito fiscale e dell’economia.
Una riduzione di 10 punti percentuale del tasso di pirateria mondiale in quattro anni, dal 40% al 30%, si tradurrebbe in:
– 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro
– 64 miliardi di dollari (57 miliardi di euro) di incremento del gettito fiscale
– 400 miliardi di dollari (357 miliardi di euro) di ulteriore crescita economica.

3. I Paesi nei quali la pirateria software è più elevata sono quelli che beneficerebbero in maggiore misura della riduzione del fenomeno.
Otto dei primi dieci Paesi caratterizzati dal livello di pirateria più elevato sarebbero anche tra i primi dieci beneficiari di una riduzione del 10% di questo fenomeno.

4. Gli Stati con il livello di pirateria più basso hanno sperimentato significativi benefici dalla riduzione del fenomeno.
Paesi come il Giappone, l’Egitto e il Regno Unito, che si sono impegnati duramente per ridurre la pirateria, hanno beneficiato di sostanziali vantaggi economici oppure stanno per registrare una notevole crescita del settore IT.

5. Ogni regione geografica beneficerebbe notevolmente della riduzione della pirateria.
La regione Asia-Pacifico, seguita dall’Europa orientale e occidentale, trarrebbe più vantaggi dalla riduzione del fenomeno.

6. Ridurre di 10 punti percentuale la pirateria software è possibile.
Quasi i due terzi dei 57 Paesi oggetto della ricerca hanno già ridotto di almeno di 10 punti percentuale la pirateria software dal 1996 a oggi.

Per consultare lo studio:
http://www.bsa.org/idcstudy/

La redazione

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.