GDF Pisa: sequestrati migliaia di testi universitari illecitamente riprodotti

Nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza di Pisa hanno concluso un’articolata indagine di polizia giudiziaria finalizzata al contrasto del diffusissimo fenomeno della reprografia illecita operato a danno degli editori da parte di alcune copisterie della città di Pisa.
L’operazione, denominata “E-BOOK”, ha interessato venti esercizi commerciali dove venivano praticate le fotocopie di interi testi universitari in violazione della legge sul diritto d’autore, la n.633 del 1941 .
Le indagini, avviate a seguito di una denuncia presentata dall’Associazione libraria AIDRO di Milano, hanno consentito alle Fiamme Gialle di segnalare all’Autorità Giudiziaria venti posizioni di irregolarità relative ad altrettanti esercizi commerciali (copisterie) di Pisa nei confronti dei quali sono state eseguite perquisizioni e sequestri.
Il blitz, scattato contestualmente in tutte le copisterie coinvolte, ha permesso ai Finanzieri di porre sotto sequestro un notevole quantitativo di testi universitari illecitamente riprodotti, sia in formato cartaceo (oltre 1000) che in formato elettronico (oltre 3500), nonché numerosi apparati informatici (personal computer, memorie fisse e mobili di p.c. e macchine fotocopiatrici, hard disk esterni, pen drive e svariati cddvd) e conseguentemente denunciare all’Autorità Giudiziaria inquirente 20 persone titolari di copisterie per il reato previsto e punito dall’art. 171-ter co. 2 lett. b) della legge 6331941.
I soggetti indagati, a norma dell’art. 174 bis della L.633/41 (che prevede l’irrogazione di una sanzione pari al doppio del prezzo di mercato dell’opera protetta, in misura comunque non inferiore a ‚¬ 103,00 e, nel caso in cui il prezzo dell’opera non sia facilmente determinabile, la sanzione pecuniaria da ‚¬ 103,00 a ‚¬ 1.032,00, per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto) saranno altresì destinatari di sanzioni amministrative pecuniarie per un ammontare complessivo tra i 300 ed i 400 mila ‚¬uro.
L’operazione di servizio svolta si distingue tra le prime in Italia, per importanza e numero di soggetti coinvolti, in quanto l’azione repressiva ha interessato non soltanto il “prodotto finale” dell’illecito, ossia la copia del libro non autorizzata, ma la vera e propria produzione in forma sistematica dello stesso quale è la digitalizzazione del testo ovvero tutta quella attività informatica che ha ormai in parte soppiantato i vecchi metodi di fotocopiatura artigianale e di archiviazione dei testi (i c.d. master). In pratica, con la memorizzazione delle opere in formato elettronico è divenuto tutto molto più semplice per gli esercenti delle copisterie che riescono a disporre di vere e proprie “biblioteche virtuali” costantemente aggiornate dal flusso di testi digitalizzati facilmente reperibili o attraverso la rete (sui di versi portali di scambio file cd. peer to peer) o mediante la scansione materiale del libro originale (facilitata dal taglio della rilegatura).

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.