Corte di Appello di Palermo: la duplicazione illecita è sempre reato

Nei giorni scorsi la Corte d’Appello del distretto di Palermo / IV Sezione Penale ha depositato una sentenza che ha parzialmente riformato la decisione del giudice di primo grado che in precedenza ha condannato i responsabili, per fatti avvenuti nell’aprile 2005 e con rito abbreviato, in ordine all’imputazione riguardante alcuni supporti audiovisivi risultati sia abusivamente duplicati che sprovvisti del contrassegno della SIAE.
In conformità alla sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’8.11.2007, che ha stabilito la temporanea inapplicabilità in Italia della norma penale che sanziona la mera mancanza del timbro della SIAE su supporti audiovisivi, gli imputati sono stati assolti dalla predetta Corte d’Appello in relazione a quanto previsto dall’art. 171/ter I comma lettera D della Legge n.633/1941 e succ. modif. E’ stata, invece, dalla stessa Corte “confermata l’affermazione di responsabilità per l’attività di illecita duplicazione” di CD e DVD per uso non personale, ex I comma lettera A del citato articolo di legge.
I giudici di secondo grado, infatti, nel richiamare le plurime decisioni della Corte di Cassazione / III Sezione Penale, hanno ritenuto sussistere indubbie connotazioni di antigiuridicità penale per l’abusiva attività di riproduzione dei supporti in argomento.
Si annota infine che l’obbligatorietà del contrassegno SIAE è stata nuovamente statuita con il Decreto del Presidente del Consiglio del Ministri n. 31 del 23.2.2009.
Corrado LO IACONO Sede SIAE di Palermo

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.