Corte d'Appello di Roma: sentenza di condanna per pirateria libraria

Nell’ottobre 2005 il Nucleo PT Palermo della Guardia di Finanza, in collaborazione con gli ispettori dei Servizi di Antipirateria della locale Sede della Siae, aveva sequestrato 39 copie di testi scientifici abusivamente riprodotte e messe in vendita da una copisteria ubicata nelle adiacenze della cittadella universitaria.
La Sezione Penale della Corte d’Appello del Distretto di Palermo ha condannato l’imputato – con sentenza dello scorso mese di maggio – alla pena di quattro mesi di reclusione ed euro 2.000 di multa confermando al riguardo la decisione del Gip dell’ottobre 2006. Nell’ambito dell’intervento mirato al contrasto della pirateria reprografica, le Fiamme Gialle hanno inoltre contestualmente accertato che l’imputato deteneva sia munizioni che sostanze stupefacenti; la sentenza d’Appello difatti ha fissato una pena finale complessiva di cinque anni e dieci mesi di reclusione ed una multa di euro 32.200.
Non di rado l’accertamento di violazioni riguardanti il diritto d’autore si interseca con altri reati a ben più elevato grado di allarme sociale, consolidando la tesi, avanzata da tempo da esperti del settore, che ritiene il fenomeno della pirateria audiovisiva e/o reprografica quale “supporto” alle occasioni di realizzazione di facili proventi per la criminalità organizzata.
Fonte: S.I.A.E.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.