Catania, 22 arresti e sequestrati impianti di riproduzione CD

L’operatività era gestita da una banda di senegalesi, che avevano messo in piedi una centrale di duplicazione, capace di sfornare fino a 3000 falsi al giorno, ma i Carabinieri del Nucleo Provinciale e della Compagnia di Taormina sospettano che dietro al business vi siano le famiglie catanesi. Infatti il laboratorio si trovava a Catania, in via delle Finanze, il cuore del quartiere San Berillo vecchio, a due passi da via Etna. Le macchine erano state piazzate in una delle famosissime “case” usate per anni dalle prostitute. Area fino a qualche anno fa, popolata da centinaia di prostitute, tutto sotto il controllo dalle gang malavitose etnee. In uno di questi locali era stata piazzata la centrale per la produzione e contraffazione di CD musicali, giochi per playstation e musicassette. Il tutto era organizzato in maniera imprenditoriale, con corrieri, agenti e venditori abusivi attivi in mezza Sicilia.

A scovare la sala di riproduzione sono stati i Carabinieri della Compagnia di Taormina, al termine di un’indagine che è durata poco meno di un anno. Il via la primavera scorsa con l’arresto di decine di extracomunitari che organizzavano banchetti di vendita illegali. Per arrivare allo stabilimento pirata i Carabinieri hanno effettuato appostamenti e intercettazioni ambientali. I militari, prima dell’irruzione, hanno dovuto bloccare alcuni “pali” che, appostati in maniera strategica, controllavano il quartiere. Entrati nei locali hanno trovato sei senegalesi intenti all’operazione di riproduzione. Immagazinati e pronti a essere messi in vendita c’erano oltre 15.000 tra CD e musicassette, merce per un valore di circa 80.000 euro. L’operazione, condotta dalla Compagnia di Taormina, coordinata dal capitano Piero Sutera, in circa 8 mesi ha portato all’arresto di altri 22 senegalesi ma, soprattutto, allo smantellamento di un’organizzazione che monopolizzava oltre il 20 per cento dell’intero mercato siciliano di CD e Playstation falsi. Secondo gli invetigatori era tuttavia molto improbabile che gli extracomunitari avessero il totale controllo del ricco mercato del falso. Molto più probabilmente avevano trovato una qualche forma d’intesa con la mafia catanese alla quale andava una percentuale dell’affare.

Solo una settimana fa, in un altra importante operazione, sempre nel quartiere San Berillo i militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catania avevano sequestrato un laboratorio di riproduzione illegale di CD con 20 mila pezzi pronti a essere immessi sul mercato, e 34 masterizzatori.

La redazione (GD)

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.