BSA porta a termine un'operazione antipirateria record a livello globale: a pagarne le spese, una media company internazionale

Business Software Alliance (BSA) è recentemente giunta a un accordo globale record per una somma pari a 2,5 milioni di euro con una media company internazionale scoperta ad avere una notevole insufficienza di licenze software. A seguito di una denuncia presentata da parte di BSA per conto di Adobe, Autodesk, Avid e Microsoft, l’azienda in questione si trova ora a dover sostenere ingenti costi per l’utilizzo di software senza licenza.
La denuncia di BSA ha portato a perquisizioni da parte delle forze dell’ordine presso le sedi della società e al congelamento dei suoi asset. Presso questa azienda, il cui nome non può essere reso noto per motivi legali, lo scorso anno sono stati effettuati controlli sui PC volti a verificare l’utilizzo di software illegale. BSA ha condotto un’indagine coordinata sulle operazioni internazionali dell’azienda allo scopo di identificare eventuali carenze di licenze. Il verdetto relativo al caso in questione obbliga la società a cancellare tutti i software privi di licenza e provvedere all’acquisto delle licenze per tutti i software che vorrà utilizzare in futuro. Sono state inoltre imposte sostanziali multe per compensare il lungo periodo di utilizzo illegale.
Una fonte interna all’azienda, il cui nome non può essere rivelato, ha dichiarato: “Questa situazione è conseguenza del fatto che l’azienda faceva affidamento su un’unica persona per essere in regola e gestire tutte le risorse software presso sedi differenti e durante un periodo di forte espansione societaria. Il management è rimasto allibito di fronte alla vastità della situazione e ha riconosciuto che se fossero stati implementati processi e strumenti di software management si sarebbe potuto evitare tutto questo”.
Risultato dell’azione legale intrapresa a livello internazionale è stato il raggiungimento da parte di BSA di un accordo globale con la società in questione, oltre a un impegno di future collaborazioni e procedure di auditing.
Robert Holleyman, Presidente e CEO di BSA, ha dichiarato: “Questa operazione dimostra la presenza globale di BSA e gli sforzi coordinati e integrati delle campagne che conduciamo su scala mondiale a tutela della conformità alle licenze. Programmi software delle aziende aderenti alla BSA rappresentavano un elemento fondamentale per le attività di questa società , eppure essa ha fallito proprio nella gestione di queste risorse così vitali per il proprio business. L’operazione ha messo l’azienda in regola nei confronti delle leggi sul copyright, ma ad un costo notevolmente superiore rispetto a quello che avrebbe sostenuto se avesse implementato da subito processi di software asset management”.
Holleyman ha continuato: “Purtroppo, secondo l’esperienza di BSA, accade spesso come in questo caso che le imprese impegnate in fasi di rapida crescita omettano di dedicare tempo e risorse anche alle questioni legate alle licenze software. Il software è un elemento determinante per il business, di conseguenza è assolutamente necessario installare applicazioni originali con regolare licenza affinché clienti e dipendenti possano beneficiarne appieno. Questo caso esprime perfettamente il detto secondo il quale prevenire è meglio che curare”.

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.