BSA: bilancio positivo nella lotta alla pirateria informatica, ma c’è ancora molto da fare

Sequestri da parte delle Forze dell’Ordine, azioni legali dei titolari dei diritti, iniziative politiche e contrasto alle nuove forme di pirateria su Internet. Una lotta che in Italia ha portato in un anno risultati record. Da oggi parte la Sweep Week, settimana internazionale di BSA dedicata alla diffusione degli esiti delle attività condotte nel 2001.

In seguito all’aumento della pirateria software a livello globale del 3% registrato dallo studio IPR appena pubblicato, la BSA annuncia i risultati delle azioni intraprese per contrastare in tutto il mondo il fenomeno. “Si tratta di una forte risposta da parte dell’industria europea del software, i cui livelli di tolleranza sono stati messi duramente alla prova dalla crescente diffusione della pirateria” ha commentato Beth Scott Vice President di BSA Europa.

Nell’ottica di un contrasto alla pirateria che possa davvero risultare efficace, BSA ha intrapreso iniziative per combattere il fenomeno in collaborazione con le Istituzioni e le Forze dell’Ordine di 85 Paesi nel mondo, ma anche azioni di sensibilizzazione e informazione – quali campagne media e di marketing – e attività di consultazione con i governi nazionali e sovranazionali al fine di favorire l’adozione di misure legislative applicabili ed efficaci. Questi in sintesi i risultati raggiunti nel 2001 in tutti questi ambiti di attività :

Azioni di sequestro nel campo della pirateria aziendale:
Nel 2001 BSA ha intrapreso numerose azioni mirate al rispetto delle normative esistenti sul diritto d’autore (in Italia la legge 248 del 2000). Il target continentale è stato di oltre 6.500 aziende in tutta Europa. In Italia, le azioni di verifica dalle Forze dell’Ordine con la presenza tecnica di BSA sono state, ad oggi, 332 e il valore complessivo del materiale illegale rinvenuto ammonta a oltre 30 milioni di euro. Durante un’azione condotta in Veneto nei confronti di 59 aziende nel gennaio di quest’anno, oltre il 75% della società visitate dalla Guardia di Finanza è risultato illegale. In quella occasione è stata rinvenuta una vera e propria “Santa Barbara” di prodotti illegali: più di 1800 software senza licenza per un valore di mercato di oltre 1.224.000 Euro e sanzioni amministrative comminate per oltre 600.000′. Nel napoletano controlli analoghi effettuati nel mese di marzo di quest’anno hanno portato alla luce lo stesso tasso di pirateria del 75% .

Il fenomeno della pirateria software è talmente esteso che queste azioni hanno riguardato solo una piccola frazione delle perdite subite dall’industria del software e dalle economie dei Paesi europei, quantificate – sempre dal rapporto IPR – in 2,9 miliardi di Euro. BSA sta valutando l’impiego di ulteriori risorse al fine di sradicare la mentalità dell’impunibilità così diffusa nelle aziende che adottano software illegale. Il mese scorso dalla ricerca commissionata al gruppo Ashdown al fine di disegnare una mappa dell’attitudine alla pirateria dei dipendenti di oltre 2000 aziende in tutta Europa è emerso che pur considerando molto grave il fenomeno della duplicazione aziendale del software ben il 51% delle imprese non adotta iniziative di controllo ed educazione interne. Inoltre ben il 47% delle aziende intervistate, anche se consapevole che attraverso Internet vengono spesso commercializzati software illegali, scarica abitualmente programmi dalla Rete.

“Il lavoro svolto a livello nazionale per rendere effettiva l’applicazione della legge sul diritto d’autore sta dando ottimi frutti – ha aggiunto Claudia Pavoletti, Responsabile di BSA Italia, commentando i dati italiani – basta citare la recente sentenza della Cassazione dello scorso 24 aprile, che ha riconosciuto come violazione del diritto d’autore anche la copia parziale di un software. D’altro canto non possiamo ignorare il fatto che nel nostro Paese, il 45% del mercato usa software pirata, intere città italiane sono tappezzate da prodotti illegali e le aziende non ritengono ancora l’uso di software originale una necessità . A livello legislativo si può fare molto predisponendo strumenti di tutela ancora più efficaci e rendere, al contempo, la legge sul diritto d’autore più chiara e agile nella sua concreta applicazione”.

Pirateria Internet
Nel campo del contrasto alla pirateria attraverso la rete Internet, l’Italia si è particolarmente distinta per la consistenza dei risultati ottenuti: Nei primi 6 mesi dell’anno oltre 50 siti che duplicavano software sono stati chiusi dalle Forze dell’Ordine con il supporto di BSA. A marzo l’operazione nota come “anticracking”, condotta su tutto il territorio nazionale dalle Unità Speciali della Guardia di Finanza – Nucleo Speciale per la Radiodiffusione ed Editoria, su disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo, ha consentito di individuare e bloccare un network di duplicatori e distributori di materiale software illegale. Si trattava di siti wirez dai quali era possibile “scaricare” illegalmente programmi software tutelati dal copyright e reperire informazioni per la contraffazione e duplicazione di smart card e videogiochi, che sono stati oscurati e rimossi anche grazie alla collaborazione degli Internet Provider (ISP) che li ospitavano. Si trattava di: WWW.VATICANCITY.IT – WWW.CAVALIERITEMPLARI.IT – WWW.INFIDO.COM – WWW.LORYS.IT – WWW.H4CK3RS.IT .

Azioni civili
Le azioni civili promosse da BSA nei confronti della aziende ree di aver duplicato illegalmente applicazioni software per il 2001 si sono concluse con transazioni per un valore di 103.000 Euro. Nel primo semestre del 2002 quest’ultime hanno già raggiunto i 76.000 Euro. Le legalizzazioni portate a termine, cioè gli acquisti di software legali fatti dalle aziende “incriminate”, ammontano ad oltre 200.000 Euro a fronte di software illegali rinvenuti per un valore di circa 74.000 Euro.

Iniziative di sensibilizzazione ed informazione:
Nel corso del 2001 la BSA ha contattato oltre 1 milione di aziende europee offrendo strumenti gratuiti per la gestione del software oltre ad una guida di facile consultazione sulle disposizioni legislative relative al diritto d’autore in vigore nei diversi Paesi . In Italia, le azioni di sensibilizzazione sono state molteplici: tra queste una campagna radiofonica nazionale della durata di 2 mesi su tutti i principali network nazionali e una campagna di direct mailing indirizzata ad oltre 300.000 aziende per informare gli amministratori di come debbano essere correttamente gestiti gli strumenti informatiche.

La BSA continuerà a promuovere l’uso di questi strumenti, che sono consultabili sul sito Web www.bsa.org o possono essere richiesti gratuitamente al numero verde (800-241751). Solo lo scorso anno BSA ha ricevuto più di 40.000 chiamate presso le proprie hotline e oltre 2 milioni di aziende europee hanno visitato il sito Internet per reperire informazioni su come gestire il software o denunciare casi di utilizzo illegale di programmi.

La settima edizione del Global Software Piracy Report (IPR) pubblicato dalla BSA indica che le percentuali della pirateria nell’Europa occidentale sono cresciute per il secondo anno consecutivo: l’aumento del 3% ha portato il totale complessivo al 37%, a significare che più di un terzo del software circolante è illegale. Nella sola Europa le perdite finanziarie sono state pari a quasi 2,9 miliardi di euro, ovvero un quarto di tutte le perdite registrate globalmente. In Italia, il tasso di pirateria è passato dal 46% del 2000 al 45% del 2001 cui sono corrisposte perdite per 520 milioni di Euro

Su Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.