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Audizione dell’AIE presso il Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale

“La ‘pirateria’ è uno dei più importanti problemi che affliggono il mercato editoriale italiano, non meno di quanto avviene per il resto dell’industria culturale, e in particolare per la musica e per il cinema”: è quanto ha affermato ieri Ivan Cecchini dell’Associazione Italiana Editori (AIE) durante l’audizione davanti al Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale presieduta da Mauro Masi.
“Il fenomeno della pirateria si traduce nelle fotocopie di libri e periodici, ma anche, e sempre più – ha proseguito Cecchini – nella digitalizzazione (e successiva diffusione) di prodotti cartacei. Le violazioni cui si assiste in tale ambito avvengono attraverso attività di hosting e messa a disposizione del pubblico dei contenuti da parte di siti internet nonché per mezzo di diversi sistemi di peer-to-peer. Per avere qualche indicatore, le attività di riproduzione illecita di libri e periodici con fotocopie determinano perdite stimate in oltre 315 milioni di euro l’anno per il settore editoriale nel suo complesso: se si considera però il settore dell’editoria universitaria e professionale la perdita equivale o addirittura supera il fatturato di settore”.
“Più difficile ” secondo AIE – valutare e quantificare lo sviluppo digitale degli illeciti che interessano il settore editoriale: sono però decine di migliaia i libri digitali piratati su internet. Un dato in più’ In base agli esiti delle elaborazioni del nostro Ufficio studi sull’Osservatorio permanente dei contenuti digitali possiamo stimare in oltre 3 milioni e mezzo gli italiani che utilizzano abitualmente sul posto di lavoro sistemi di file-sharing. Non è al momento quantificabile invece quanto questi sistemi impattino sull’editoria scolastica ed universitaria, ma il fenomeno è in continua crescita”.
Per tutti questi motivi AIE chiede una maggiore tutela del diritto d’autore, con campagne informative ad hoc per sensibilizzare i cittadini sul rispetto di tali diritti e, per quanto attiene agli scambi illeciti di materiale online, “così come sta avvenendo in altri Paesi – ha concluso Cecchini – occorre che anche in Italia si adotti il meccanismo del Notice and Take Down: la rimozione del materiale illecito e/o disconnessione dall’utenza a fronte della semplice, ancorché circostanziata, comunicazione da parte del titolare dei diritti lesi. Un’incombenza che spetta ai provider delle reti”.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.