La gestione collettiva del diritto d’autore e dei diritti connessi

A cura dell’Avv. Giovanni d’Ammassa

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2023

ATTENZIONE: stiamo progressivamente aggiornando il contenuto di questa pagina agli ultimi provvedimenti normativi in tema di gestione collettiva, ovvero la Direttiva  2014/26/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 15 marzo 2017, n. 35 (La redazione).

1. Introduzione

Il diritto esclusivo dell’autore di sfruttare economicamente la propria opera, o di autorizzare dei terzi a farlo, costituisce un elemento fondamentale del diritto d’autore.

I diritti patrimoniali sono difficili da esercitare individualmente: tra essi, in primo luogo, il diritto di esecuzione pubblica di opere musicali, la cui fruizione non implica necessariamente un rapporto diretto con l’autore poiché l’opera musicale è facilmente utilizzabile al di fuori del suo controllo.

Questa particolare utilizzazione di massa, effettuata da una moltitudine di persone che non sono quasi mai identificabili dal singolo titolare dei diritti , rende facilmente ignorabili le sue pretese economiche, non solo da chi non vuole riconoscergli i compensi, ma anche da chi, in buona fede, non lo conosce e non potrebbe raggiungerlo per una contrattazione.

L’innovazione tecnologica ha aggiunto nuove modalità di utilizzo delle opere, rendendo praticamente impossibile per un singolo autore controllare che della sua opera non si faccia uso attraverso la radiofonia, la televisione, il satellite, le reti informatiche.

È anche impossibile per gli utilizzatori, dato il gran numero delle utilizzazioni e le condizioni in cui hanno luogo, trovare in tempo utile i titolari dei diritti, domandare la loro autorizzazione, negoziare il compenso economico e le altre condizioni di sfruttamento.

Per questi motivi gli autori si sono riuniti creando delle società di intermediazione, alle quali viene affidata la gestione di alcuni diritti di utilizzazione economica delle opere,come per esempio quelli di rappresentazione teatrale, di pubblica esecuzione, comunicazione al pubblico e riproduzione delle opere musicali, di lettura in pubblico delle opere letterarie, ecc.

Le società di gestione di ciascun paese si sono poi collegate tra loro, tramite mandati di reciproca rappresentanza dei repertori tutelati. Ciò comporta un enorme vantaggio per l’utilizzatore, che può richiedere la licenza di utilizzazione di repertori stranieri alla società di gestione collettiva del proprio paese di residenza, per esempio.

2. La gestione collettiva nel diritto d’autore

Le società di gestione collettiva sono diventati organismi indispensabili per la determinazione, il controllo, la riscossione e la ripartizione dei proventi ricavati dall’utilizzo delle opere dell’ingegno.

Esse soddisfano l’incontro tra domanda e offerta per utilizzazioni frammentate di vasti repertori, effettuano un controllo dello sfruttamento delle opere in relazione al maggior numero possibile di utilizzazioni, e consentono negoziazioni da posizioni di forza, o quanto meno in modo equilibrato, delle condizioni di licenza e i compensi dovuto dagli utilizzatori a favore dei titolari dei diritti, e si occupano di collezionare i diritti a compenso che la legge sul diritto d’autore riconosce a diversi soggetti (autori, artisti interpreti ed esecutori, produttori di fonogrammi e di videogrammi).

Generalmente il potere negoziale del singolo non è tale da ottenere un compenso commisurato al valore commerciale dell’opera. Mantenendo il valore delle opere, le società riescono ad attrarre i titolari dei diritti attraverso la qualità dei servizi. Grazie a esse gli autori con scarso potere contrattuale o che lavorano in nicchie di mercato possono gestire in modo efficace i propri diritti e mantenerne intatto il controllo degli stessi.

La creazione di uno sportello unico (one-stop-shop) porta un vantaggio per la collettività, soprattutto all’utilizzatore che trova un solo soggetto di riferimento per poter richiedere le licenze di utilizzazione.

La gestione collettiva è certamente necessaria per utilizzazioni massive di vasti repertori tutelati, mentre non è strettamente necessaria per le utilizzazioni non frammentarie e per la gestione opera per opera.

In Italia vi sono diversi tipi di gestione collettiva del diritto d’autore:

  1. l’intermediazione di diritti esclusivi di utilizzazione economica: musica, teatro, televisione, ecc., e l’intermediazione dei diritti di reprografia oltre il 15% svolta da CLEAREDI.
  2. l’ incasso e ripartizione di diritti a compenso: copia privata ex 71-sexies e ss. l.d.a., diritto di seguito ex 144 e ss l.d.a., compensi per il noleggio ex art. 18-bis e compensi ex 46-bis l.d.a., compensi per reprografia ex art. 68 l.d.a., compensi per il prestito ex art. 69 l.d.a.;
  3. la ritrasmissione via cavo ex art. 180-bis l.d.a., un caso di extended collective licensing (ECL);
  4. riguardo le opere orfane, si vedrà con il recepimento della relativa direttiva europea.

I generi di opere e i diritti esclusivi che godono della gestione collettiva sono, in generale, i seguenti:

  1. musica: diritti esclusivi (esecuzioni, comunicazioni al pubblico, riproduzioni meccaniche) e a compenso (copia privata);
  2. letteratura: utilizzazione secondarie (p.e. letture in pubblico; audiolibri), diritti a compenso (reprografia, prestito…);
  3. arti plastiche e visive: utilizzazioni secondarie (immagini su internet), diritti a compenso (diritto di seguito);
  4. cinema: diritti a compenso a favore degli autori dell’opera cinematografica e audiovisiva (noleggio, copia privata, diritti a compenso ex art. 46-bis l.d.a., ecc.)
  5. teatro, televisione: diritti esclusivi per gli autori.

La gestione collettiva potrebbe essere utile anche in diversi casi di utilizzazione massive di repertori, come, per esempio, nell’ambito delle utilizzazioni frammentarie dell’opera cinematografica e delle rassegne stampa.

3 La gestione collettiva nei diritti connessi

Nell’ambito dei diritti connessi al diritto d’autore, la gestione collettiva opera solo nella musica e nell’audiovisivo e si occupa di collezionare e distribuire i compensi ex artt. 73 e 73-bis l.d.a., e i compensi per copia privata ex 71-sexies l.d.a. In tale settore la gestione collettiva è obbligatoria ex lege per quanto riguarda i compensi ex artt. 73 e 73-bis l.d.a., vedi art. 73 comma 1 l.d.a. che prevede che “l’esercizio di tale diritto spetta a ciascuna delle imprese che svolgono attività di intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore, di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’11 marzo 2013, alle quali il produttore di fonogrammi e gli artisti interpreti o esecutori hanno conferito per iscritto il rispettivo mandato“.

In alcuni casi sono anche intermediati i diritti di utilizzazione economica ex art. 72 l.d.a. per conto dei produttore di fonogrammi, ma non in forma esclusiva.

4. Le società di gestione collettiva italiane

L’elenco delle imprese che svolgono in Italia attività di intermediazione dei diritti d’autore e dei diritti connessi al diritto d’autore sono elencate nel sito AgCom.

5. Il funzionamento (vedi poi il punto 10)

Per espletare i loro compiti, le società di gestione collettiva ricevono un mandato da parte degli aventi diritto (in alcuni casi il mandato può essere ex lege), concedono le licenze di utilizzazione dei repertori tutelati, incassano i proventi derivanti da dette utilizzazioni, individuano il repertorio utilizzato, individuano gli aventi diritto e provvedono alla ripartizione delle somme ricevute, dedotti dalle provvigioni a loro spettanti per l’attività di intermediazione.

Le somme non ripartite e non ripartibili sono accantonate, e in alcuni casi ripartite “a pioggia” a favore di tutti gli aventi diritto.

I sistemi di ripartizione dei proventi possono essere analitici (ciascun avente diritto riceve il compenso maturato dall’utilizzazione della sua opera), o a campionamento, ove non è possibile oppure è troppo onerosa una ripartizione analitica.

6. L’esclusività di intermediazione e il monopolio di fatto

In molti criticano la posizione di esclusività o di monopolio in cui hanno operato per decenni la maggior parte delle società di gestione collettiva. Questo è veramente un problema… o rappresenta un vantaggio? Di fatto un’unica società lavora nell’interesse pubblico degli aventi diritto, dei consumatori e dei creatori, e questo, in generale, è un vantaggio.

Ci si chiede se nell’ambito della gestione collettiva, possano operare le regole della concorrenza. Possiamo domandarci in quali casi la concorrenza possa operare:

  1. sulle tariffe? In ipotesi si, ma solo se la tariffa più bassa è frutto di una efficienza di gestione e non di una “guerra dei prezzi“, e non diminuisca il compenso spettante all’avente diritto;
  2. sui servizi verso gli aventi diritto? Si, sempre che sia un vantaggio per quest’ultimo;
  3. sui repertori intermediati? No, perché sfavorirebbe i repertori minori a vantaggio di quelli maggiori (come il repertorio musicale anglo-americano);
  4. sui generi di opere intermediate? Bisogna tenere conto che un’unica società ha costi minori di gestione, rispetto a più società che operino ciascuna nel proprio ambito (per esempio una per la musica, una per le opere letterarie, una per il teatro, e così via, come avviene in molti paesi europei ed extraeuropei).

In tema di concorrenza e monopolio pende alla Corte di Giustizia Europea una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Krajský soudv Plzni(Repubblica ceca) il 24 luglio 2012 – Causa Ochranný svaz autorský pro práva k dílům hudebním,o.s.(OSA)/ Léčebnélázně Mariánské Lázně,a.s. (C-351/12).

Il tenore della domanda è il seguente: “se l’articolo 56 e seguenti e l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (e di conseguenza l’articolo 16 della direttiva 2006/123/CE) debbano essere interpretati nel senso che ostano all’applicazione di una normativa nazionale che riserva l’esercizio della gestione collettiva dei diritti d’autore nel territorio dello Stato ad un unico gestore collettivo (monopolista) dei diritti d’autore e così facendo non consente al destinatario del servizio la libera scelta di un ente collettivo di gestione di un altro Stato dell’Unione europea“.

7. I veri problemi della gestione collettiva (secondo l’opinione di chi scrive)

I problemi della gestione collettiva, secondo l’opinione di chi scrive, non sono il monopolio o la concorrenza ma altri, che sono elencati qui di seguito:

  1. i database dei repertori e l’identificazione degli aventi diritto; in molti casi i database delle varie società sono incompleti, non sincronizzati con quelli delle società corrispondenti degli altri paesi, ecc.
  2. la ricezione dei dati da parte degli utilizzatori ai fini dell’individuazione degli aventi diritto e per la ripartizione dei proventi: in molti casi gli utilizzatori non trasmettono tali dati;
  3. la infedeltà delle dichiarazioni delle opere utilizzate;
  4. i modelli di ripartizione, non sempre chiari e trasparenti;
  5. le truffe degli associati nei confronti della società di gestione collettiva (come per esempio i programmi musicali infedeli, il deposito di titoli di opere simili o identici a opere famose, ecc.)
  6. i rapporti con le altre società di gestione collettiva: non sempre le società si pagano i compensi l’una con l’altra;
  7. l’efficienza e la trasparenza: concetti talvolta sconosciuti alle società di gestione collettiva.

8. Una breve finestra sulla S.I.A.E.

La S.I.A.E. esercita, ai sensi dell’art. 180 l.d.a., l’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate.

Tale attività è esercitata non più in forma esclusiva, per effettuare:

  1. la concessione, per conto e nell’interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l’utilizzazione economica di opere tutelate;
  2. la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
  3. la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.

La società ha un sito internet che offre moltissime informazioni sulla propria attività (pubblicando anche i bilanci di gestione), sulle modalità di associazione, sulle modalità di richiesta di licenza, al quale si rimanda per qualsiasi approfondimento.

9. Cosa è successo negli ultimi anni?

Ci si chiede se l’avvento di Internet ha fatto saltare la necessità dell’intermediazione collettiva ( anche dell’industria culturale). Sembrerebbe proprio di no. Anzi, la circolazione delle opere dell’ingegno sulle reti telematiche ha portato all’attenzione della Commissione Europa la questione delle società di gestione collettiva.

La Commissione ha diffuso nel 2005 una Raccomandazione (18 ottobre 2005) obbligando di fatto le società a permettere ai propri associati di svincolare dai mandati le utilizzazioni online delle opere musicali affidate in tutela affinché i titolari potessero gestire autonomamente le licenze per le utilizzazioni online. Diversi titolari di diritti sulle opere musicali hanno svincolato i loro mandati, e gestiscono in autonomia i diritti per l’online.

Inoltre le società sono state assoggettate alle norme di cui alla Direttiva 2006/123/CE (c.d. Direttiva Servizi).

10. La Direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva

L’Unione Europea ha approvato la Direttiva 2014/26/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.

La Direttiva è stata attuata in Italia con il Decreto Legislativo 15 marzo 2017, n. 35, che stabilisce i requisiti necessari per garantire il buon funzionamento della gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi da parte degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente, nonché i requisiti per la concessione di licenze multiterritoriali da parte di organismi di gestione collettiva dei diritti d’autore per l’uso online di opere musicali nel mercato interno.

Nel Decreto di attuazione troviamo all’art. 2 le definizioni di
«organismo di gestione collettiva»: si intende un soggetto, ivi compresa la Società italiana degli autori ed editori (SIAE) disciplinata dagli articoli 180 e seguenti della legge 22 aprile 1941, n. 633, e dalla legge 9 gennaio 2008, n. 2, che, come finalità unica o principale, gestisce diritti d’autore o diritti connessi ai diritti d’autore per conto di più di un titolare di tali diritti, a vantaggio collettivo di questi, e che soddisfiuno o entrambi i seguenti requisiti:
a) è detenuto o controllato dai propri membri;
b) non persegue fini di lucro.
«entità di gestione indipendente»: si intende, fermo restando quanto previsto dall’articolo 180, della legge 22 aprile 1941, n. 633, un soggetto che, come finalità unica o principale, gestisce diritti d’autore o diritti connessi ai diritti d’autore per conto di più di un titolare di tali diritti, a vantaggio collettivo di questi, e che soddisfi entrambi i seguenti requisiti:
a) non è detenuta né controllata, direttamente o indirettamente, integralmente o in parte, dai titolari dei diritti;
b) persegue fini di lucro.
«titolare dei diritti»; si intende qualsiasi persona o entità, diversa da un organismo di gestione collettiva, che detiene diritti d’autore o diritti connessi ai diritti d’autore o a cui, in base a un accordo per lo sfruttamento dei diritti o alla legge, spetta una parte dei proventi.
«membro di un organismo di gestione collettiva»: si intende un titolare dei diritti o un’entità che rappresenta i titolari dei diritti, compresi altri organismi di gestione collettiva e associazioni di titolari di diritti, e che soddisfa i requisiti di adesione dell’organismo di gestione collettiva ed è stato ammesso da questo.
«licenza multiterritoriale»: si intende una licenza che abbia ad oggetto la riproduzione o la comunicazione attraverso reti di comunicazione elettroniche di un’opera musicale per il territorio di più di uno Stato dell’Unione europea.
«diritti su opere musicali online»: si intendono tutti i diritti di riproduzione e comunicazione al pubblico su opere musicali diffuse attraverso reti di comunicazione elettronica online.

Gli organismi di gestione collettiva agiscono nell’interesse dei titolari dei diritti da essi rappresentati, senza imporre loro alcun obbligo che non sia oggettivamente necessario alla protezione dei loro diritti e interessi o alla gestione efficace di questi ultimi (art. 3 comma 1).

I titolari dei diritti:
– possono affidare ad un organismo di gestione collettiva o ad un’entità di gestione indipendente di loro scelta la gestione dei loro diritti, delle relative categorie o dei tipi di opere e degli altri materiali protetti per i territori da essi indicati, indipendentemente dallo Stato dell’Unione europea di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo di gestione collettiva, dell’entità di gestione indipendente o del titolare dei diritti, fatto salvo quanto disposto dall’articolo 180, della legge 22 aprile 1941, n. 633, in riferimento all’attività di intermediazione di diritti d’autore (art. 3 comma 2);
– qualora affidino ad un organismo di gestione collettiva o ad un’entità di gestione indipendente la gestione dei propri diritti, specificano, in forma scritta, quale diritto o categoria di diritti o tipo di opere e altri materiali protetti, affidano alla loro gestione (art. 3 comma 4);
– possono concedere licenze per l’uso non commerciale di diritti, categorie di diritti o tipi di opere e altri materiali protetti di loro scelta (art. 3 comma 5);
– hanno il diritto di revocare l’affidamento dell’attività di intermediazione da loro concesso, in tutto o in parte, per i territori di loro scelta, con un preavviso non inferiore a quattro mesi e non superiore a sei mesi. Tale diritto non può essere subordinato ad alcuna condizione. L’organismo di gestione collettiva o l’entità di gestione indipendente possono decidere che tale revoca produca effetti soltanto alla fine dell’esercizio finanziario (art. 3 comma 6).

Il Decreto regola l’adesione e la partecipazione dei titolari all’organismo di gestione collettiva, oltre a tutti i requisiti che quest’ultima deve possedere per poter operare (art. 8), l’organizzazione interna (artt. 9 e ss.), la gestione dei proventi (artt. 14 e ss.), la gestione per conto di altri organismi e i rapporti con gli utilizzatori (artt. 20 e ss.), la trasparenza e le comunicazioni (artt. 24 e ss.), la concessione delle licenze multiterritoriali (artt. 29 e ss.), la risoluzione di controversie, vigilanza e sanzioni (artt. 38 e ss.).

11. Il testo dell’art. 180 l.d.a.

Riportiamo qui di seguito il testo dell’art. 180 vigente alla data del presente articolo:

Articolo 180
[1] L’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori S.I.A.E. ed agli altri organismi di gestione collettiva di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35.
[2] Tale attività è esercitata per effettuare:
1) la concessione, per conto e nell’interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l’utilizzazione economica di opere tutelate;
2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.
[3] L’attività della Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) si esercita altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali essa ha una rappresentanza organizzata.
[4] La suddetta esclusività di poteri non pregiudica la facoltà spettante all’autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge.
[5] Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all’autore. I limiti e le modalità della ripartizione sono determinati dal regolamento.
[6] Quando, però, i diritti di utilizzazione economica dell’opera possono dar luogo a percezione di proventi in paesi stranieri in favore di cittadini italiani domiciliati o residenti nel regno, nell’Africa italiana e nei possedimenti italiani, ed i titolari di tali diritti non provvedono per qualsiasi motivo alla percezione dei proventi, trascorso un anno dalla loro esigibilità è conferito alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) il potere di esercitare i diritti medesimi per conto e nell’interesse dell’autore o dei suo successori od aventi causa.
[7] I proventi di cui al precedente comma, riscossi dalla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), detratte le spese di riscossione, saranno tenuti a disposizione degli aventi diritto, per un periodo di tre anni; trascorso questo termine senza che siano stati reclamati dagli aventi diritto, saranno versati alla confederazione nazionale fascista professionisti ed artisti, per scopi di assistenza alle categorie degli autori, scrittori e musicisti.

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Riferimenti bibliografici:

Giovanni d’Ammassa, La raccomandazione UE del 18 ottobre 2005 e i suoi riflessi nella gestione collettiva del diritto d’autore, DANTe, 2006, I, 5