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I soggetti tutelati: gli Autori

A cura dell’Avv. Giovanni d’Ammassa

Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2014

Il codice civile all’art. 2576 e la legge sul diritto d’autore all’art. 6 stabiliscono che il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Cosa significa? Che l’acquisizione del diritto è data dal solo fatto della creazione dell’opera, senza che siano richiesti ulteriori adempimenti o formalità, quali possono essere la pubblicazione dell’opera o il deposito o la registrazione, e che l’autore, ovvero la persona che ha creato l’opera, acquista a titolo originario.

Il diritto si acquista senza l’adempimento di formalità quali il deposito, la registrazione o altro. Infatti l’art. 106 l.d.a. dispone che l’omissione del deposito dell’opera, prescritta dal precedente art. 105, non pregiudica l’acquisizione e l’esercizio del diritto d’autore.

L’art. 8 l.d.a. stabilisce una presunzione legale di paternità, destinata a valere in generale per le opere pubblicate: è reputato autore dell’opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale nelle forme d’uso o è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione e radiodiffusione dell’opera stessa.
Spetterà a chi contesta tale qualità e assume che l’opera non è stata creata da chi si è qualificato come autore, dare la prova del proprio assunto.

I testi delle norme:

Codice Civile

Art. 2576
Acquisto del diritto. – Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Legge sul diritto d’autore

Articolo 6
Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Articolo 8
[1] È reputato autore dell’opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale, nelle forme d’uso, ovvero è annunciato come tale, nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o radiodiffusione dell’opera stessa.
[2] Valgono come nome lo pseudonimo, il nome d’arte, la sigla o il segno convenzionale, che siano notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero.

Riferimenti bibliografici:

Piola Caselli, Codice di diritto d’autore, 1943

Greco-Vercellone, I diritti sulle opere dell’ingegno, 1974

Vittorio M. De Sanctis, I soggetti del diritto d’autore, 2000