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La radiodiffusione (artt. 51 e ss.)

A cura dell’Avv. Giovanni d’Ammassa

Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2014

La legge sul diritto d’autore riserva alcuni articoli alla regolamentazione della radiodiffusione dell’opera dell’ingegno.

L’art. 51 l.d.a. dichiara che il diritto esclusivo di radiodiffondere è regolato da alcune norme particolari “in ragione della natura e dei fini della radiodiffusione come servizio riservato allo Stato, che lo esercita direttamente o per mezzo di concessioni“.
Queste norme particolari prevedono alcune specifiche limitazioni all’esercizio da parte dell’autore del suo esclusivo diritto di radiodiffusione.

L’art. 52 l.d.a. attribuisce all’ente esercente la facoltà di eseguire la radiodiffusione di opere dai teatri, dalle sale di concerto e da ogni altro luogo pubblico, senza il consenso dell’autore e contro solo il pagamento di un compenso da liquidarsi, nel caso di disaccordo tra le parti, dall’autorità giudiziaria.

Il consenso dell’autore è necessario per la radiodiffusione di opere nuove e di prime rappresentazioni stagionali di opere non nuove (art. 52 comma 3). Questa facoltà è riservata all’ente concessionario di Stato nei limiti indicati dall’art. 53 l.d.a., e non si estende alle emittenti private, in quanto è giustificata dalla natura e dai fini del servizio pubblico, che non ha analogie con la situazione dei privati che esercitano la radiodiffusione.

L’art. 52 costituisce quindi un limite fissato al diritto esclusivo dell’autore di utilizzare economicamente la sua opera. La norma, perciò, non appare estensibile né applicabile per analogia alla trasmissione televisiva di opere da teatri o sale di concerto o altro luogo pubblico. Essa è comunque una norma eccezionale di deroga.
Se si tratta di esecuzioni di brevi composizioni o di brani staccati di opere musicali, riprese e trasmesse per radio o televisione, in pratica il consenso dell’autore è sostituito dalla licenza generale della S.I.A.E. accordata all’organismo radiotelevisivo.

Altra limitazione all’esercizio del diritto di utilizzazione per la radiodiffusione dell’opera è quella prevista dall’art. 55 l.d.a., che conferisce all’ente esercente il servizio di radiodiffusione la facoltà di registrare le opere per la loro trasmissione differita per necessità orarie o tecniche, purché la registrazione suddetta sia dopo l’uso distrutta o resa inservibile.
L’art 59 precisa che la radiodiffusione delle opere d’ingegno dai locali dell’esercente il servizio di radiodiffusione è sottoposta al consenso dell’autore.

Il diritto di diffusione per radio o televisione rientra tra i diritti per i quali è riservata alla S.I.A.E. l’esclusività dell’intermediazione. Pertanto le licenze e le autorizzazioni per l’utilizzazione radiofonica o televisiva dell’opera sono rilasciate dalla Società degli Autori per quanto riguarda il repertorio dei suoi iscritti.
Se l’autore non è iscritto alla S.I.A.E., è necessario richiedere il suo consenso.

La Corte Costituzionale ha affrontato più volte il problema della legittimità costituzionale degli artt. 51-60 della legge sul diritto d’autore, affermando che, in conformità alla copiosa giurisprudenza ordinaria in materia, anche la RAI, per le opere d’ingegno, “pur se incise su disco o altro strumento riproduttivo di suoni o voci“, radiodiffuse nei vari locali, a norma dell’art. 59, deve ottenere il consenso dell’autore; che le eccezioni alla regola sono solo quelle previste agli artt. 52, 55 e 60; che il consenso dell’autore alla registrazione su disco fonografico, nastro metallico o altro analogo supporto, non comporta affatto anche il potere di radiodiffusione, trattandosi di due distinti modi di esercizio del diritto d’autore; che la regola applicabile alla fattispecie va individuata esclusivamente nell’art. 59.

Per concludere la radiodiffusione di opere in mancanza del consenso dell’autore è sanzionata penalmente dall’art. 171 comma 1 lett. b) l.d.a.

Riferimenti bibliografici:

Mario Fabiani, La corte costituzionale conferma la legittimità del diritto di di radiodiffusione (Nota a Corte Costit., 24 luglio 1986, n. 215), Il Diritto di Autore, 1986, 480