La durata (artt. 25 e ss.)

A cura dell’Avv. Giovanni d’Ammassa

Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014

I diritti di utilizzazione economica dell’opera dell’ingegno sono soggetti a precisi limiti di durata, mentre il diritto morale di autore in generale non soffre di nessuna limitazione temporale, poiché può essere esercitato, morto l’autore, dai soggette a lui legati da vincoli di parentela o coniugio indicati all’art 23 della legge sul diritto d’autore.

La durata normale dei diritti di utilizzazione economica delle opere dell’ingegno è “per tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sia morte” (art. 25 l.d.a.), secondo quanto disposto dalla Direttiva CEE 93/98, recepita nel nostro ordinamento con legge n. 52 del 6 febbraio 1996 (Legge Comunitaria 1994), successivamente abrogata e sostituita dalla Direttiva 2006/116/CE concernente la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi.

Nelle opere create con il contributo indistinguibile ed inscindibile di più persone (opere in comunione ex art. 10 l.d.a.), nonché in quelle drammatico-musicali, coreografiche e pantomimiche, la durata dei diritti spettanti a ciascuno dei coadiutori o dei collaboratori si determina sulla vita del coautore che muore per ultimo (art. 26 1° comma l.d.a.).

Nelle opere collettive la durata dei diritti di utilizzazione economica spettante ad ogni collaboratore si determina sulla vita di ciascuno. La durata dei diritti di utilizzazione economica dell’opera come un tutto è di settant’anni dalla prima pubblicazione, qualunque sia la forma nella quale la pubblicazione è stata effettuata, salve le disposizioni dell’art. 30 per le riviste, i giornali e le altre opere periodiche (art. 26 2° comma l.d.a.).

Per le opere collettive periodiche (la rivista o il giornale) la durata dei diritti si calcola “a parte”, ovvero considerando la fine di ogni anno dalla pubblicazione dei singoli fascicoli o dei singoli numeri (art. 30 2° comma, cui rinvia l’art. 26 l.d.a.).

Nelle opere anonime o pseudonime, fuori del caso previsto nel capoverso dell’art. 8, la durata dei diritti di utilizzazione economica è di settant’anni a partire dalla prima pubblicazione, qualunque sia la forma nella quale essa è stata effettuata.
Se prima della scadenza di detto termine l’autore si è rivelato o la rivelazione è fatta dalle persone indicate dall’art. 23 o da persone autorizzate dall’autore si applica il termine di durata determinato nell’art. 25 (art. 27 l.d.a.).

La rivelazione deve essere fatta nelle forme previste dall’art. 28 l.d.a.: “mediante denuncia all’ufficio della proprietà letteraria, scientifica ed artistica presso il ministero della cultura popolare, secondo le disposizioni stabilite nel regolamento. La denuncia di rivelazione è pubblicata nelle forme stabilite da dette disposizioni ed ha effetto a partire dalla data del deposito della denuncia di fronte ai terzi che abbiano acquistati diritti sull’opera come anonima o pseudonima“.

La durata dei diritti esclusivi di utilizzazione economica spettanti, a termini dell’art. 11, alle amministrazioni dello stato, alle provincie, ai comuni, alle accademie, agli enti pubblici culturali nonché agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, è di vent’anni a partire dalla prima pubblicazione, qualunque sia la forma nella quale la pubblicazione è stata effettuata.

Per le comunicazioni e le memorie pubblicate dalle accademie e dagli altri enti pubblici culturali tale durata è ridotta a due anni; trascorsi i quali, l’autore riprende integralmente la libera disponibilità dei suoi scritti (art. 29 l.d.a.).

Nel caso dell’opera pubblicata non integralmente, ma in parti o volumi separati, in tempi diversi, la durata dei diritti di utilizzazione economica, che sia fissata ad anni, decorre per ciascuna parte o per ciascun volume dall’anno della pubblicazione. Le frazioni di anno giovano all’autore (art. 30 l.d.a.).

Nelle opere pubblicate per la prima volta dopo la morte dell’autore, che non ricadono nella previsione dell’articolo 85-ter (la prima pubblicazione non sia avvenuta dopo la estinzione dei diritti di utilizzazione economica sull’opera), la durata dei diritti esclusivi di utilizzazione economica è di settant’anni a partire dalla morte dell’autore (art. 31 l.d.a.).

Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 44, i diritti di utilizzazione economica dell’opera cinematografica o assimilata durano sino al termine del settantesimo anno dopo la morte dell’ultima persona sopravvissuta fra le seguenti persone: il direttore artistico, gli autori della sceneggiatura, ivi compreso l’autore del dialogo, e l’autore della musica specificamente creata per essere utilizzata nell’opera cinematografica o assimilata (art. 32 l.d.a.). Tale articolo è stato modificato in seguito al recepimento della Direttiva CEE n. 93/98. Precedentemente il termine decorreva dalla prima proiezione pubblica dell’opera, purché questa fosse avvenuta non oltre cinque anni dalla fine dell’anno solare nel quale l’opera era stata prodotta.

I diritti di utilizzazione economica dell’opera fotografica durano sino al settantesimo anno dopo la morte dell’autore (art. 32-bis l.d.a.).

I termini finali si computano , ai sensi dell’art. 32-ter l.d.a., a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si verifica la morte dell’autore o altro evento considerato dalla norma.

Riferimenti bibliografici:

Eduardo Piola Caselli, Codice di diritto d’autore, UTET, 1943

Mario Fabiani, I termini di durata delle opere protette in virtù della convenzione universale del diritto di autore, Il Diritto di Autore, 151, 1985

Marco Ricolfi, Il diritto d’autore, in Trattato di Diritto Commerciale, Padova, 2001

Paolo Auteri, Diritto d’autore, in AAVV, Diritto industriale. Proprietà e concorrenza, Torino 2001